Sei come un juke box, juke box

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On domenica 26 settembre 2010 at 11:43

Quelli che La casa di Montecarlo deve occuparmi sempre la prima pagina dei giornali. Quelli che se voglio colpisco qualcuno per affondarlo quando mi fa comodo. Quelli che in culo a tutti i problemi di crisi del mondo del lavoro, dell'economia, dell'ambiente. Perchè Tulliani è Tulliani. E da Santa Lucia non arrivano sempre i doni sperati. Fuck off [grazie Cruel per la vignetta].

E' bello camminare in una valle Verde?

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On venerdì 24 settembre 2010 at 22:09

Il Sole che ride non funziona più da noi ( a sinistra). Questa pare sia stata la risposta di Angelo Bonelli al ritorno sulla scena della politica cubana del Lider maximo. I nuovi ecologisti saranno trasversali. Non più a sinistra ma con chi è più sensibile alle tematiche ambientali, futuro energetico, etc. Come se si accorgessero solo ora che questi argomenti riguardano tutti e dovrebbero essere dei valori condivisi unilateralmente. Se i Verdi sono sempre stati a sinistra nella scena politica, mio caro Bonelli, è perchè a destra tutti si mostravano disinteressati a questi problemi (da notare il successo di Cohen Bendit in Francia) . Li consideravano assolutamente secondari proprio perchè dovevano essere privilegiate certe lobby energetiche, ad esempio. L'ecologia è sempre stato un patrimonio di tutti. E' la mercificazione politica, come quella che propone Bonelli, che la rende asservita ai trasformismi di un determinato partito che la rovinano. Almeno sia onesto. Chiami il nuovo gruppo dei Verdi il partito dei metereologi, o dei geologi (viste le illustre firme a suo sostegno)..

Profumo di euri

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: | Posted On mercoledì 22 settembre 2010 at 21:11

Le grandi cifre nelle liquidazioni degli amministratori delegati dei grandi gruppi industriali italiani non sono di certo una novità. Basti pensare ad esempio alla liquidazione di circa 200 miliardi delle vecchie lire con cui Cesare Romiti dopo 20 anni fu congedato dalla guida strategica della Fiat.
Ecco, questa storia di Profumo e Unicredit appunto. Quest'uomo, stando alle voci che circolano si porterà a casa circa 40 milioni di euro come benservito. Ma che ha fatto di buono Profumo come dirigente bancario?
Unicredit con lui è diventato un gigante bancario, acquisendo oltre 100 banche italiane, e assumendo una dimensione internazionale grazie all'opa lanciata sulle banche tedesche e austriache controllate da HVB, su alcune banche croate e polacche. Fin qui sembrerebbe il profeta giunto al vertice della dirigenza bancaria per sanare l'immobilismo storico delle realtà italiane e ridare respiro agli azionisti. Peccato non sia così. Ma proprio per nulla. Innanzitutto le acquisizioni delle banche in quota HVB hanno poi rivelato un mondo sommerso pieno di merdaccia da speculazione, subprime, etc. Quindi poco lungimirante se non altro.
Guardate poi qui per vedere l'andamento del titolo in borsa. Picco raggiunto nel 2008 con 7,5 euro. Oggi siamo a 1,5 euro, ossia ben 4 volte di meno. E ciò non migliora se lo si confronta col dato del 2005, dove il titolo valeva comunque 4,5 euro.
Di fatto se lo misura sui 5 anni un fallimento, con utili tra l'altro in costante decrescita da 6 miliardi a 600 milioni di euro dal 2008 al 2010.
Come a dire che i grandi banchieri alla fine vengono comunque premiati indipendentemente dai loro successi/insuccessi. Cadono, perdono, ma si arricchiscono. Sempre e comunque. Bleah..

"Ma anche" in rima

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On giovedì 16 settembre 2010 at 22:25

Quello che mi viene da dire quando leggo le uscite di Veltroni ormai non lo dico più. Provo sempre rammarico perchè era partito alla grande con la presentazione del PD formato lingotto. Poi si è intestardito con la storia dei 2 grandi partiti che dovevano spartirsi la torta in Italia per uccidere i partitini, l' abbandono delle alleanze, l'illusione dell'autoreggenza, etc. Partito alla grande nel senso che come carisma e come uso convincente della parola è assolutamente l'unico della vecchia guardia PD che può reggere il confronto con Berlusconi. Gli altri potranno magari essere gli astri nascenti Renzi e Civati, che non a caso stanno dando origine ad un nuovo correntone nel PD. A proposito di correntoni e di mozioni nuove sul campo della politica, dopo il documento Veltroni-Fioroni-Gentiloni, ora mi aspetto un controdocumento. Di grande spessor,e che magari coinvolga anche la maggioranza e l'Unione Europea. Che ne so. Magari un Bersani-Schifani-Tajani..

La sirena in Italia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On lunedì 13 settembre 2010 at 21:04

Forse è arrivato finalmente il momento. Verrà sfatato il mito dell'incompatibilità dei punti Starbucks con le classiche caffetterie made in italy. Che è proprio una di quelle robe che ti han sempre fatto credere ma che te non ci hai mai creduto. Come l'esistenza di santa Lucia , dello yeti e del bosone di Higgs. Il buon ceo di Starbucks (tale Schultz) ha aspettato tanto forse perchè ignorava che ad un certo target italiano giovanile non gliene fotte nulla di spendere 3 euro per un cappuccino bevuto in un bicchierozzo di plastica. Perchè mi viene da dire che tra l'altro c'è già un'imitazione di Starbucks in Italia. Prendete il punto Arnold Coffee che c'è fuori dalla sede dell'Università diegli studi di Milano in via festa del Perdono e avrete un antipasto del successo che potrebbe riscontrare Starbucks posizionato in punti strategici di alcune città italiane, vedi Milano, Roma, Parma e Firenze su tutte. Sempre gremito nonostante i prezzi "fuori mercato". Più di 2 euro per un caffè che non è minimamente confrontabile con l'espresso italiano. Non me ne voglia brendona64..

Farsi del male

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On giovedì 9 settembre 2010 at 22:26

Che stia cominciando a sputare il rospo? Che il groppo in gola cominci a pizzicare? Che la gobba cominci a lasciare i segni dell'età anche nella sua materia grigia?
Lui è sempre stato il re delle frasi mai dette, dei gesti mai fatti. Lui ha sempre tessuto i fili della vita di noi tutti. Ma noi non ce ne siamo mai accorti. Oppure non abbiamo mai voluto crederlo. Ora forse lui comincia a redimersi. Ma voi diffidate comunque. Oggi se l'è cercata Ambrosoli. Magari domani se l'è cercata Pecorelli. Dopodomani se l'è cercata Aldo Moro. E alla fine magari salta fuori che dietro l'assassinio di Giulio Cesare da parte del figlio Bruto c'era dietro ancora lui..

Notizie che dai notizie che trovi

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On martedì 7 settembre 2010 at 22:21

Lasciatemi indignare. In un paese ormai zoppo e storpio di democrazia, nel giorno in cui un sindaco troppo schierato contro la corruzione e le incursioni mafiose viene ucciso da Cosa Nostra, tutta l'attenzione dell'opinione pubblica italiana viene rivolta a chi? A Mirabello ed al discorso di Fini. Politicamente importante sì, ma sbiadisce di fronte alla gravità dei fatti accaduti nel salernitano. Dove un eroe, l'ennesimo, il "sindaco pescatore", viene assassinato. Nota era la sua passione per la pesca e per il porto, i cui introiti venivano gestiti da una cooperativa per i servizi sociali e nota era la sua passione per i giovani della sua terra cui aveva dato lavoro garantendo una gestione veramente pubblica delle amministrazioni locali. Troppo ecologista (circa il 70% degli abitanti praticano la raccolta differenziata), troppo trasparente, troppo impegnato e schierato contro i poteri subdoli del mezzogiorno. Troopo poco soggetto da audience per un Mentana od un Minzolini qualunque per essere anteposto ai capricci di Fini e della maggioranza. Un pò come quando il giorno in cui il capo della polizia Di Gennaro venne incredibilmente assolto dalle accuse di essere il mandante dell'azione repressiva nella Diaz al g8 di Genova. Giorno in cui la notizia passò in sordina perchè tutti dovevano sporcarsi la bocca a dire la loro in merito alla bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale (anche se oggi l'episodio è evidentemente assai più grave..)

Le ali della civiltà

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On at 20:53


I protagonisti di questa vicenda sono un italiano di trent'anni residente a Seriate, in provincia di Bergamo, e un cittadino ivoriano che viaggiava in scooter davanti alla sua auto. A un certo punto, mentre andava al lavoro a Zanica, l'italiano si è reso conto che dallo scooter erano caduti un portafoglio e un bel po' di banconote. Quasi mille euro - 920, per la precisione - che il giovane ha raccolto a una a una insieme con il portafoglio contenente il passaporto, la carta d'identità e altri documenti dell'immigrato.
Il passo successivo è stato la consegna di soldi e documenti ai carabinieri di Seriate. Che hanno contattato l'ivoriano, disperato per la somma persa, invitandolo a raggiungerli in caserma per restituirgli il tutto. "Lei è un signore", ha detto un carabiniere all'italiano - come riferisce il sito bergamonews.it - e l'ivoriano ha fatto il resto contattandolo per ringraziarlo di persona. (repubblica.it)

Mi spaventa davvero il fatto che l'informazione italiana arrivi a scrivere un articolo in merito ad un fatto così normale e civile. Non saremo davvero arrivati al punto che la cronaca di una situazione del genere faccia davvero notizia?!?! Probabilmente sì, sono io ad essere rimasto indietro. Perchè se questa cosa è degna della home di Repubblica.it vuol dire che davvero nel nostro belpaese l'inciviltà e l'intolleranza ormai la fanno da padrona. Tanto che se si verificano episodi di civiltà è un vero scandalo. La cultura del fregare il prossimo tipica del made in Italy forse si è presa un attimo di riposo. Una rarità di questi tempi. O forse devo aggiungerci il fatto che Bergamo, la Lega, etc. per contestualizzare meglio l'accaduto e per renderlo ancora più "notizia"?

Missing EA

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On lunedì 6 settembre 2010 at 17:08

Ve lo immaginate Bolt che fa i 100 metri per rincorrere un lancio di Liverani? No, per dire. Io me lo immagino stile Ajax dei bei tempi. Quando c'era George Finidi (grande stella anche della nazionale nigeriana) che dominava le ali. Come i fluidificanti vecchio stile. Come quel Babangida, compagno proprio di Finidi, che sceglievo sempre nelle prime edizioni di Pes per Playstation. Perchè correva come un ghepardo con le natiche ricoperte di tabasco. Quello era infatti uno dei pochi modi per vincere di sicuro i match. Comprare gente che correva più degli altri, anche se fondamentalmente scarsa. Bei tempi poi quelli in cui Ronaldo era chiamato N9 in Fifa 98 perchè anche l'immensa Ea Sports non poteva permettersi di pagare i diritti per diffondere il suo nome. Bei tempi sì. Ora invece se voglio creare Gattuso che corre come Bolt basta una piccola modifica. Che tristezza..

La diretta che non avRAI

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On domenica 5 settembre 2010 at 11:24

Quei due fenomeni hanno stregato mamma Rai. Essì, perchè sullo scambio Pepe-Quagliarella chi di noi non si sarebbe sentito autorizzato a mandare in onda uno spot pubblicitario? Anche perchè la noia trasmessa dalle verdi praterie di Tallinn fino a quel momento poteva indurre sonnolenza anche ai giornalisti sul posto.
Sicuramente l'ha indotta ad Aldo Grasso, che è stato meno pungente e incendiario del solito nei suoi articoli.
Poi se Pirlo è bravo a trovare libero Cassano in mezzo all'aria, e Fantantonio è bravo a liberarsi delle marcature mica è colpa della troupe Rai. E' soprattutto colpa di Pirlo, che li ha fregati. Se uno sta giocando male una partita ed improvvisamente tira un calcio piazzato che te la risolve capite bene che è imprevedibile. Certo Pirlo è un campione e da lui te lo puoi aspettare. Ma provate a mettervi nei panni di Dossena al quale avevano appena comunicato l'ingaggio per la panchina della squadra campione d'Etiopia (il Saint George). Ogni minuto di reclame è buono per rispondere ai messaggi che ti arrivano sul cellulare. Quindi la Rai per me è giustificata.

Altrove

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On sabato 4 settembre 2010 at 13:11

Io questa storia di Morgan non l'ho capita benissimo. Accettare di andare da Vespa come ricatto per poter partecipare al festival di Sanremo. Al prezzo di fare outing e chiedere scusa (per cosa poi?) davanti a milioni di telespettatori. Tutto ciò non è degno del suo "alto" valore morale. L'inchiappettata era dietro l'angolo.
Poi, confessare l'accaduto dopo 6 mesi non lo capisco. Forse si sarà svegliato col piede destro, quello sbagliato. Sarà mica dovuto al fatto che da molti Vespa è stato indicato recentemente come il conduttore o responsabile al maschile per Sanremo 2011? No perchè il dubbio mi viene.. Magari la promessa gliela aveva strappata proprio per lo spettacolo del 2011. Prova a ricordartelo Marco, così magari dagospia può farne un servizio completo..

Tu chiamale se vuoi Pari opportunità

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On martedì 24 agosto 2010 at 18:19

Donne e politica sono indubbiamente uno degli accostamenti più discussi della nuova era politica. Ormai passate di moda le battute su donne e motori piuttosto che su donne e pallone. Il binomio è però usato in maniera decisamente dispregiativa. Mi spiego meglio.
Mi sembra che negli ultimi anni sia sempre più vivo un tentativo di cancellare la donna dalla vita pubblica per poter ottenere una tribuna politica di soli uomini. La presenza femminile, salvo alcuni casi, viene spesso stigmatizzata ed utilizzata come cavia per giustificare le gesta errabonde dei dirigenti politici italiani. Tutto ciò puzza molto di volgare e ignorante.
La vicenda della Tulliani e dei ricatti ricevuti da Gaucci, così come il caso di Veronica Lario, della Carfagna, di Noemi e della D'Addario. Per i giornali più forcaioli e stereotipati degli ultimi anni (La Repubblica e Il Giornale), l'ideale della donna cortigiana che corrompe e rovina è diventato una tristissima costante. Ed i personaggi che li accompagnano rappresenterebbero inevitabilmente le vittime il cui unico errore sarebbe stato quello di essersi innamorati/fatti condizionare da una donna. Quella sbagliata.
E tutto ciò salvo le eccezioni di qualche giornalista libero (ad esempio Laura Eduati su Liberazione) unisce tanto l'inchiostro di destra quanto quello di sinistra. Cosicchè il gioco della mignottocrazia giustificato dell'idea di base malsana di ricacciare le donne in un angolo giocando sullo sputtanamento del privato dei politici non ha nè arte nè parte. Senza fissa dimora. Tutti lo possono rivendicare a quanto pare.

La gazzetta ladra

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: | Posted On lunedì 23 agosto 2010 at 08:28

Sostengo da tempo che la Gazzetta dello sport sia diventata un giornale fottutamente interista. Ma del tipo che non lo si può proprio prendere in mano. Circa 3 anni fa hanno deciso di farlo diventare un tabloid. Nel formato ridotto e nel contenuto. Nel senso che ci trovi ormai il titolone a nove colonne legato al gossip (ecclatante quello relativo a Vale Rossi e la Canalis nudi in spiaggia..), le news dal mondo degne di maggiore nota (bah, chi lo stabilisce poi..) e poi una particolarità del tutto nostrana, che poi è la cosa che più mi fa più specie per un quotidiano. Ossia il fatto di evidenziare in giallo le frasi più significative degli articoli. Come se fosse un libro di storia, sì.
Rifacendomi alla prima riga di questo pezzo però, la mia indignazione verso questo quotidiano ha trovato il suo apice sabato. Mentre seguivo gli aggiornamenti live della finale di supercoppa Inter-Roma sul sito gazzetta.it è successo che hanno gufato il goal di Pandev. Leggasi 37' e poi 41'. Più tirata di questa..

Ibra è già del Milan

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On domenica 22 agosto 2010 at 13:13

Sarà il sogno di una notte di mezza estate. Boh. Sarà l'eccessivo caldo di questa seconda parte torrida di agosto. Sarà che sono convinto che alla fine Ibra quest'anno sarà girato in prestito al Milan. Per diversi motivi. Innanzitutto tutte e tre le parti in questione vogliono che si concluda in questo modo la vicenda. Ibra guadagna circa 11 milioni netti all'anno, di cui il Milan gliene pagherebbe circa la metà. La sua dipartita per il Barcellona comporterebbe in primis un risparmio sul monte ingaggi e in secundis molte meno rogne nello spogliatoio, dove lo svedese è ormai messo all'angolo dall'arrivo di Villa. Guardiola non lo vede proprio nel gioco blaugrana e cicciobello Raiola farà gioco forza per fare arrivare ai ferri corti Ibra e la dirigenza blaugrana nell'ultima settimana di mercato. Dall'altra parte, il Milan (Allegri in primis) non vede l'ora di poterlo schierare accanto a Pato in un tridente con Dinho che, a regime, farebbe invidia a qualsiasi squadra sulla faccia della terra. Poi ovviamente le squadre s'hanno da provà sul campo e le alchimie del calciomercato spesso vengono rivoluzionate dai verdetti impietosi del pallone (vedi lo stesso Ibra lo scorso anno al Barca). La terza parte coinvolge proprio Ibra, che tornerebbe volentieri a Milano per provare a fare uno sgarro ai suoi ex compagni dell'altra sponda (cosa che già tentò Ronaldo 3 anni fa con esito decisamente negativo..). Tutto ciò garberebbe pure a cicciobello Raiola, che potrebbe tornare a frequentare assiduamente l'Hollywood e gli altri locali della movida milanese. E poi l'ultimo aspetto. Da non sottovalutare. Con ogni probabilità a fine anno, o al massimo in primavera, si tornerà alle urne. Voi direte: che cazzo c'entra? Ebbene, è stato stimato che alle scorse europee la cessione di Kakà abbia fatto perdere a Berlusconi circa un 3% di voti. I classici elettori che se ne strafottono della politica e giudicano l'appiglio del presidente-premier solo in base alla campagna acquisti. Ecco, in un periodo di magra di consensi per il Pdl a causa della fuoriuscita dei dissidenti finiani dal partito, l'idea di arrabattarsi un pò di voti con un colpo di mercato ad effetto è sicuramente balenata nella mente torbida di Berlusconi, che da amante della scena e dell'effetto teatrale quale è, annuncerà Ibra il 31 agosto. Allo scadere delle danze.

ps1: stasera Berlusconi al trofeo dedicato al padre dirà che Ibra è impossibile o quasi che arrivi a Milano per via del suo stipendio faraonico. Il 31 agosto dirà invece che si è voluto dimezzare lo stipendio per giocare nel Milan.
ps2: è un azzardo scrivere un articolo così sfacciato a 10 giorni dalla fine del calciomercato. Se non va in porto l'operazione prometto che non scriverò più di calcio su queste pagine.

Ostia Donostia!

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: | Posted On venerdì 20 agosto 2010 at 11:12

Una gamba qua, una gamba là, gonfia di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino

li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno

a stracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.

L'affresco deandreiano è molto azzeccato per descrivere pure gli Euskadi. Con i loro vecchi borghi portuali affacciati sulla Biscaglia e sulla Guipuzcoa. San Sebastian o Armintza che sia. Cartoline che ti rimangono impresse e che riecheggiano ascoltando il faber. Gente molto orgogliosa delle proprie radici ma allo stesso tempo aperta alle nuove culture, purchè non si sovrappongano alla loro. Basco nero, baffi, foulard rosso, pintxos e balli popolari nella valle dell'Ebro. Un orgoglio talmente grande che li porta a pubblicare il loro quotidiano nella sola lingua basca (incomprensibile ma splendidamente corrosiva). Se in albergo trovi la Padania, oltre a El diario vasco, mica ti devi sorprendere. Qui da noi gli ultras leghisti li ammirano tutti i baschi, ma questi probabilmente non sanno della forte matrice di sinistra che c'è in loro. Diciamo che vorrebbbero probabilmente raggiungere il loro stesso traguardo ma stando su due basi prospettiche diverse. Non esiste la concezione del federalismo fiscale come condicio sine qua non. Due sole note di costume negative: troppi dossi sulle strade e cena ad orari troppo anticipati rispetto al resto della Spagna (almeno dirlo prima minchia..)

Cepu (leggasi C'è posta) per te

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On domenica 8 agosto 2010 at 19:39

Veramente comica questa scelta di Berlusconi. Lui che si presenta sempre come l'innovatore, come quello che diffonde e sparge nuove mode per lo stivale italico, il re indiscusso della comunicazione. E ora cheffà? Si affida ad un programma stilato a puntino dal rettore di un'università telematica ecampus (console di San Marino e già utilizzatore in passato del volto di Di Pietro per pubblicizzare i suoi corsi, per dire..) che lo dovrebbe consegnare agli italiani in una forma di comunicazione porta a porta. Un tet a tet quotidiano per sbatterci il premier fin dentro alle nostre viscere. Cioè, immaginate una classica scena di un telefilm americano. Passa il postino, ti lancia il giornale fuori dalla porta di casa e, oltre ad esserci il nostro amato Resto del Carlino o il Tulipano di Brindisi di turno, trovi anche un voucher. Codesto riporta il faccione di Berlusconi che ti dà un consiglio per vivere meglio la giornata, magari con l'oroscopo del tuo segno zodiacale, e una poesia personalizzata scritta da Bondi. Poi magari, se la notte l'hai passata insonne, oppure se non riesci ad aggiornare il tuo appuntamento quotidiano col bagno, stai sicuro che lo stimolo ti torna senza ricorrere al guttalax. Perchè la comunicazione vince sempre sulla stitichezza.

Il granaio brucia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On sabato 7 agosto 2010 at 13:06

Capitolo riformatorio. La feroce instabilità della politica italiana dell'ultimo mese ha comportato effetti collaterali inspettati, desiderati o indesiderati, ma senz'altro dissipativi. Gli animali che nella fattoria dell'amore del Pdl mal sopportavano di stare in un ambiente con un pater familias scomodo hanno provato a fare la rivoluzione. Il problema è che quello che voleva diventare il Simon Bolivar della destra italiana, il brutto anatroccolo per eccellenza, ha ceduto alle avances della nuova fattoria vicina appena costruita causando un'inasprimento delle condizioni che il pater familias imporrà al paese per continuare a governare. Con la controindicazione delle urne immediate in cui si riproporrebbe una sua vittoria. In altre parole, il fallimento della rivoluzione liberale di Berlusconi ha provocato il trionfo del populismo, mediatico e non, dal quale sembra non usciremo più. A proposito della fattoria di nuova costruzione, questa comprende in generale i senza fissa dimora, serpi che strisciano verso direzioni che cambiano quotidianamente. Il casolare di memoria primarepubblicana pare proprio essere un abbaglio. Un qualcosa che viene proposto al grande pubblico come un'assoluta novità sulla scena italiana, ma che invece è pregna di stantìo, un terreno minato e poco praticabile per entrambi gli schieramenti classici che si oppongono nel classico sistema bipolare italiano, ossia centrodx e centrosx. Una destra che si accorge di essere moderata e che cerca una casa al centro, dove viene accolta in una dimora che per sua composizione interna pare più un CPT o una roulotte senza traino. Vista e considerata l'assenza di cemento.
Ma che conseguenze per il paese? Molti pensano che il Cesare de noantri sia al capolinea. Molti pensano a come sostituirlo. E pensano ad una società , non so come definirla, Marchionnecentrica o Tremontidipendente, inebriata di capitalismo coatto e di iperliberismo.
Lo scenario che, ad esempio, la dirigenza piddina si augura prevede che si seggano ad un tavolo pentagonale i seguenti convitati: Fiat - De Benedetti - Fini - Tremonti - Pd. Una sorta di governo tecnico a responsabilità nazionale assolutamente impraticabile ed in cui, ovviamente, non viene trovato spazio per chi sta a sinistra (ma nemmeno per chi sta in Parlamento, vedi Lega e Idv). Dal canto suo la sinistra italiana non può far altro che sperare che le elezioni avvengano più verso il 2013 che verso il 2011. Poichè il tempo per farsi sentire e per convincere un'elettorato frustrato non può essere poco. E su questo sia Vendola che Chiamparino devono forzare la mano ed attivarsi sin da subito.

Si è innamorata di me perchè ero sudato

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On martedì 29 giugno 2010 at 20:15

Lui dice: “Metà dei camion che girano per le strade son vuoti e inquinano”. Rispondo: “Lo so da 25 anni che metà dei bilici che girano son vuoti: e allora? Cosa teniamo a casa i camionisti a fare?”. Se c’è una cosa che fa diventar matto un camionista è star fermo a casa: dà i numeri, litiga con la moglie, sta sul divano tutto il giorno in canottiera. I figli vedono, non è bello.

di Maurizio Milani circa Beppe Grillo

In poche righe la poetica del più grande comico surreale italiano. Di cui vi volevo rendere partecipi. Prima che gli ultras dell'Inter vadano a recuperare la macchina da scrivere che la troupe di Licia Colò ha lasciato qualche anno fa in dono ad una tribù di Masai. Sia chiaro..

A e B al bar di Pomigliano

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , | Posted On sabato 19 giugno 2010 at 14:21

a-Sai cos'è che cosa mi fa girare di questo accordo sugli operai Fiat di Pomigliano?
b-No.. dimmi?
a-E' un pò come un ritorno alla condizione dell'operaio ottocentesco in epoca Rivoluzione industriale. Lo si attraeva dalle campagne in città con la promessa di lavoro. Sì ma che lavoro era, ti ricordi?
b-Beh gli si prometteva vitto e alloggio, quindi condizioni base per l'esistenza. Considera che comunque nelle campagne il contadino non aveva tendenzialmente lavoro.
a-Giusto. Ma contestualizza il discorso. Siamo nel 21esimo secolo. Secolo in cui, dopo battaglie civili e sindacali pagate a caro prezzo, per l'operaio si dovrebbe essere creata una situazione tale per cui le condizioni di lavoro non siano più assimilabili a quelle di una bestia. Orari di lavoro pazzeschi, premi sulla sovrapproduzione al prezzo di condizioni disumane (12-13 ore di lavoro quotidiano in fabbrica non solo mica paragonabili alle stesse fatte da un manager!) e possibilità di migliorarle solo a patto di essere ricattato.
b-Dai dai non fare polemica.. soliti discorsi: lotta di classe, comunismo, falce e martello, mangiabambini.. Ma se non si lavora mica si mandano avanti le ditte!?!?
a- Un conto è il lavoro come dovere (ti ricordo che la condizione di schiavitù è stata abolita da tempo). Un conto è il lavoro come diritto ad essere retribuito per la prestazione di un servizio. Che deve essere sempre e comunque tutelato.
b- Ho capito ma pensa alla crisi di questi anni. Qui han tirato troppo la cinghia e ora quasi tutti finiscono in cassa-integrazione. La scelta è tra morire o sopravvivere anche se a condizioni un pò meno civili.
a- Bravo! Hai centrato il nocciolo del problema. Non è una questione di lotta di classe o dietrologia che farebbe comodo solo a chi pensa ancora alla massificazione dell'operaio come strumento per ripartire. In un lampante passaggio della storia come questo, in cui per ridurre i costi di produzione o si mette con le spalle al muro l'operaio o si investe pesantemente in automazione dei processi produttivi, è fondamentale non venire meno ai diritti del prestatore di manodopera. Quel che vorrei farti capire è che qui si sta offrendo a queste persone di non morire con un colpo sparato in testa ma di morire di un male incurabile che non si sa quanto ti farà durare ma che ti farà vivere sempre meno e sempre peggio.
b- Che esagerato! Quindi mi stai dicendo che è meglio morire subito che soffrire e resistere di più?
a- Resistere?! Ma ti pare una forma di resistenza o di lenta assuefazione? Pensaci bene. La forma del punto d'incontro, mascherato da ricatto, sarebbe questa: reintroduciamo la produzione della Fiat Panda in Italia a Pomigliano. Riduciamo l'assenteismo e le pause in generale per il lavoratore che però mi deve garantire una maggiore produttività. Una maggiore produttività di uno di cui già misurano il rendimento in base all'angolazione del bacino (cit. Veltroni), per intenderci. Risultato: si richiede uno sforzo ancor maggiore a chi già dovendo stare su una catena di montaggio è costretto ad un lavoro standardizzato e ripetitivo. Poco gratificante e già per definizione poco valorizzato. Svalorizzarlo ulteriormente mi pare davvero troppo.
b- Beh ma guarda che fino ad ora la Panda la producevano in Polonia, senza che nessuno si sia lamentato, a bassi costi e con ritmi di produttività tra i più alti d'Europa.
a- Quasi tutto vero. Tu dici che nessuno si lamenta. Ma bada che l'aumento dell'orario lavorativo sui doppo turni è stato pagato a caro prezzo dai lavoratori polacchi (il cui costo era già di per sè molto basso). Straordinari e premi di produzione pagati solo al 40% e ovviamente sindacati zitti e sodomizzati dai vertici Fiat. Succede spessissimo così quando si esternalizza la produzione, non credere.
b- Sì ma dunque cosa vorresti, fammi capire?
a- Semplice: che gli errori dirigenziali o gli sciagurati investimenti passati del governo e della Fiat non si ripercuotano su chi ha sempre garantito il proprio apporto per contratto alla produzione. Ossia il lavoratore diretto. L'accettare di mantenere la produzione in Italia non può essere barattata con la perdita di condizioni di lavoro fondamentali.
b- Eh ma Marchionne dice che i lavoratori lunedì hanno scioperato perchè giocava l'Italia. E'stato uno sciopero farlocco.
a- Farlocco semmai è il referendum a cui sono sottoposti i lavoratori di Pomigliano dalla stessa Fiat: un aut-aut che sottointende quanto ti ho appena detto. Scegliete pure come morire cari lavoratori, che tanto il vostro destino è segnato.
b- Sacconi l'hai sentito piuttosto? Dice che si è giunti ad una svolta nelle relazioni tra sindacati ed azienda. I sindacati che si rifiutano sono solo ancorati a posizioni conservatrici e senza futuro.
a- Io dico solo che se si crea un precedente da questo episodio allora è la fine definitiva per il mondo del lavoro salariale della grande industria di massa. Svalutare ulteriormente una condizione già di per sè precaria e disagiata vuol dire cedere la palla a chi, per far sopravvivere il lavoro meno qualificato, mette sul piatto della bilancia la rinuncia ad alcuni diritti fondamentali. Questo per me è intollerabile. I sindacati hanno fatto indubbiamente degli errori, ma ergersi a difesa dei lavoratori di Pomigliano poteva essere un'occasione per ritrovare l'unità. E invece..
b- Caspita mi hai convinto. La situazione è davvero drammatica. Cambiamo discorso va! Hai sentito di quelli di Radio Padania che tifano contro l'Italia? E' su tutti i giornali..

Latte alle ginocchia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On mercoledì 16 giugno 2010 at 21:32

Abbiamo voluto (quasi tutti) la globalizzazione dei mercati. E ovviamente il latte dei nostri produttori viene da loro venduto ai cosiddetti intermediari di mercato (i vari Nestlè, etc.) a prezzi bassissimi. 0,30 euri al massimo. Questi è da sapere che hanno mediamente un costo pieno industriale per litro di latte venduto nell'ordine dei 0,37 euri. Ora ci si chiede come questi facciano a campare. Come possano fare a sussistere un'intera generazione di allevatori e coltivatori che hanno da sempre incentrato il loro business sulla produzione e vendita di latticini. I subprime al governo ed in Europa hanno voluto le quote latte da regolamento comunitario per prelevare una percentuale fissa dagli introiti sulle quantità di latte prodotti in eccesso rispetto a quelle pattuite (le quote latte appunto), per poi ottenere che ai consumatori venisse venduto latte che è per metà nostrano e per metà miscelato con latte in polvere proveniente dall'estero. A totale insaputa della Commissione per le Politiche Agricole? Mah.. Sta di fatto che poi ovviamente ce lo troviamo nei banconi dei vari supermercati alla modica cifra di circa 1,50 euro al litro (si legga latte fresco). Di questi tempi fare delle piccole rivoluzioni dal basso per dire No a queste cose è alla nostra portata. Altro consumo.