Visualizzazione post con etichetta internazionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internazionale. Mostra tutti i post

Il duro e il mare

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On domenica 10 ottobre 2010 at 19:30

Non so voi. Ma io me lo immagino che sta tutto il giorno su un'amaca a fumare sigari e a bere mojito. Con la menta rigorosamente in rametti e non in foglie singole. Ogni tanto qualche pausa concessa alla scrittura. Poi magari arriva qualche peones (chennesò, magari quello di Machete) e lui si ricorda di essere un picchiaduro.

Chi minchia è Tony?

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On domenica 3 ottobre 2010 at 23:02

Ci mancava solo lui a dare i consigli alla sinistra italiana. Cioè, per carità, un laburista ha dal sottoscritto il massimo rispetto. Ma lui però con la sinistra non è che abbia mai avuto molto a che fare. Un guerrafondaio per definizione. Che poi passerà il suo futuro a fare consulenze ai conservatori. Probabilmente. Detto ciò, in questo contesto, devo ammettere che c'ha proprio ragione a rinfacciare quella cosa alla sinistra italiana.

La sirena in Italia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On lunedì 13 settembre 2010 at 21:04

Forse è arrivato finalmente il momento. Verrà sfatato il mito dell'incompatibilità dei punti Starbucks con le classiche caffetterie made in italy. Che è proprio una di quelle robe che ti han sempre fatto credere ma che te non ci hai mai creduto. Come l'esistenza di santa Lucia , dello yeti e del bosone di Higgs. Il buon ceo di Starbucks (tale Schultz) ha aspettato tanto forse perchè ignorava che ad un certo target italiano giovanile non gliene fotte nulla di spendere 3 euro per un cappuccino bevuto in un bicchierozzo di plastica. Perchè mi viene da dire che tra l'altro c'è già un'imitazione di Starbucks in Italia. Prendete il punto Arnold Coffee che c'è fuori dalla sede dell'Università diegli studi di Milano in via festa del Perdono e avrete un antipasto del successo che potrebbe riscontrare Starbucks posizionato in punti strategici di alcune città italiane, vedi Milano, Roma, Parma e Firenze su tutte. Sempre gremito nonostante i prezzi "fuori mercato". Più di 2 euro per un caffè che non è minimamente confrontabile con l'espresso italiano. Non me ne voglia brendona64..

Laicamente energetico

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On sabato 22 maggio 2010 at 13:05

Settimana scorsa ho firmato, tra le altre cose, per il referendum sul nucleare promosso dall'IdV. Per dire No alla scelta del governo di consegnare il nuovo paradigma energetico dell'Italia all'atomo. Le questioni che porto a surrogato della mia scelta sono semplici e non per cosiddetto "partito preso". In altre parole la mia riflessione non vuole essere un riflesso incondizionato dovuto all'appartenenza ad una certa area politica piuttosto che un'altra; la questione è infatti molto più ampia. Basti pensare che anche all'interno delle stesse fasce più ambientaliste ci sono posizioni diverse su alcune fonti rinnovabili come l'eolico ed il solare. C'è chi all'interno di essi dice che il solare andrebbe installato ma non nelle campagne, che l'eolico non andrebbe impiantato in siti dove potrebbero deturpare il paesaggio e così via.
Il modo giusto per approcciarsi alla vicenda è vedere in maniera laica, senza paraocchi, l'analisi costi benefici che ci sta alle spalle. I benefici riguarderebbero indubbiamente una diminuzione delle emissioni di gas serra e una minore dipendenza dai combustibili fossili. I costi sarebbero abbastanza noti, molto elevati. Il punto è che certe cifre non garantiscono una certa sostenibilità economica (una centrale ha un investimento iniziale che si ammortizza in quasi 40 anni, come insegnano i maestri svizzeri e le fonti di uranio sul pianeta hanno una vita utile di un secolo al massimo) e possono nascondere gravi amnesie per la sicurezza ecologica. Mi sembra molto minimo il rischio che eventualmente per l'Italia il nucleare civile si trasformi in possibilità di conversione in nucleare militare. Non ci voglio nemmeno pensare.
Ulteriore problema. Di natura strategica. Il ritorno del nucleare in Italia nasconde una forte dipendenza tecnologica dalla Francia, da cui abbiamo acquistato la tecnologia Eprz, il cosiddetto nucleare di terza generazione avanzata. Proprio noi che abbiamo avuto i maggiori cervelli per la costruzione di centrali basate sull'atomo, ora ci rimettiamo nelle mani dei partner francesi. Ulteriore smacco per i nucleofili italiani dopo il risultato del referendum del 1987.
Non dimentichiamoci inoltre che in ogni caso anche l'Italia deve aderire agli standard imposti dal protocollo di Kyoto entro il 2020. E sicuramente non vi riuscirebbe ricorrendo al nucleare (che entrerebbe a regime solo dal 2030). Forse investendo nel breve su qualche fonte più certa e pulita? Idrogeno? Eolico? Biomasse? Solare? Per non saper nè leggere nè scrivere io punterei su queste fonti che pur avendo ancora basse efficienze energetiche garantiscono zero emissioni e una certa indipendenza da fonti fossili. Controindicazione: i costi. In senso assoluto. Ma non se consideriamo il raffronto con l'atomo, i cui costi fissi di "iniziazione" sarebbero elevatissimi.
Facendo la summa di tutte queste argomentazioni ribadisco il mio "No" convinto al nucleare di terza generazione. Esatto, è un "No" relativo. Perchè se si investisse sul nucleare di quarta generazione (che si dice possa essere pronto nel giro di 25 anni) sarei fortemente
avallante. Ossia un tipo di fonte energetica che consentirebbe l'eliminazione dei sottoprodotti di reazione in favore della creazione di nuovi combustibili dalla stessa. Per cercare di rendere autosostenibile il processo e quindi di byepassare il problema dell'uranio in quanto risorsa scarsa. E per produrre in tal modo scorie radioattive in piccole quantità che diminuirebbero i tempi di vita da alcune migliaia d'anni a solo un centinaio.
Ogni tanto il cappello da persona seria va messo. Anche dal Cappellaio. Su certi discorsi si costruisce il nostro futuro.

Scripta manent

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On lunedì 10 maggio 2010 at 23:19

Appunti milanesi.
Oggi a Milano si dicevano fondamentalmente due cose:
- L'Inter avrebbe già acquistato per la prossima stagione Fernando Torres (voce di bar interista con interlocutore che giura sull'attendibilità della dritta);
- I bersaglieri al raduno del weekend prossimo nel capoluogo lombardo faranno un gran bel casino. Ma nulla in confronto all'adunata degli alpini made in bergamo. Quindi si potrà andare in scioltezza a visitare mostre e/o andare a teatro.
Appunti generali.
La cosa più importante è però che esce il nuovo libro del Milana dal 15 maggio in tutte le librerie, edito da Rizzoli. Mi sono iscritto al registro degli indagati.
Pare, tuttavia, che sia possibile prenotare 1 settimana in agosto una vacanza in isole greche alla modica cifra di 250 euri cadauno per volo + mezza pensione in hotel. Alla faccia di chi dice che non si abbassano i prezzi con la crisi draconiana.

Ce lo meritiamo Alberto Sordi

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On martedì 13 aprile 2010 at 20:36

Come un flashback improvviso. La scena in Ecce Bombo in cui Nanni Moretti mangia un panino al bar. Battute storiche. Il vecchio:
Gli offrono un dito e spillano tutto il braccio. Questa è la vera verità: noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore, poi abbiamo voluto fare un Paese industriale... Paese industriale.. Eh, noi italiani siamo fatti così. Rossi, neri, alla fine tutti uguali.
Nanni Moretti:
Ma chi è che sta parlando? Rossi e neri tutti uguali?! Ma che siamo in un film di Alberto Sordi? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi?Sì bravo... Te lo meriti Alberto Sordi!
La legge del contrappasso ha poi voluto che ad incoronare Moretti per il miglior film italiano (La stanza del figlio) di non ricordo che anno (credo 2001) con il David di Donatello fosse proprio l'italianotto per eccellenza.
Nanni Moretti l'intuizione giusta l'aveva avuta. L'immagine dell'italiano medio è quella che ci regala la cinematografia italiana. Che è nata a Roma, con Cinecittà. Ed il cui interprete più rinomato ed apprezzato era appunto Alberto Sordi. L'uomo politicamente mai schierato (solo in punto di morte sembra abbia detto di aver sempre votato Andreotti), del tutto tutto niente niente che ben confeziona il qualunquista nostrano classico.
Ma un'altra immagine dell'italiano medio è quella invece che ci regala la pubblicità. Che sposta l'asse di interesse dalla capitale verso Milano, tant'è che ritrae persone del Nord Italia impegnate nelle loro faccende che coi loro Tè, mè nè, etc. ci regalano uno stralcio di usi e costumi da non esportare. Avete mai visto una pubblicità di un giovane de Roma che mangia i Galletti a colazione? Quando un romano vede una pubblicità pensa sempre che piuttosto di veder suo figlio così ridotto, lo fa diventare laziale.
Perchè l'Italia è tutta una ciociaria del "ghe pense mi". All'estero tutti ci vedono come Alberto Sordi. Però molti italiani si distaccano da questa immagine per seguire la moda lanciata dalla pubblicità. Di bene in meglio verrebbe da dire. Io, nel dubbio, preferisco pensare che ci sia qualche italiano che si rispecchia nei valori di Alberto Sordi ne Lo scopone scientifico. E che magari le pubblicità le evita a prescindere.

Il Freccia Rossa Caracas-Mosca

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On sabato 3 aprile 2010 at 11:08

C'è la possibilità che il Venezuela giochi le sue carte nella corsa allo spazio. Sfruttando la gigantesca esperienza dei nuovi (ma la visione del mondo è molto simile) amici da Mosca. Sia chiaro, al di là delle decisioni di politica interna per le quali Chavez ha effettivamente dimostrato passione e affinità col popolo dei contadini e lavoratori della sua terra (ma anche uno sfruttamento sconsiderato del suo potere per serrare le opposizioni), la vicinanza ideologica in politica estera con Putin è provata. Anzi direi affinità strategica. Oligarchizzare le riserve di petrolio-gas naturale. Costituire un asse privilegiato nella corsa al mais come combustibile, di cui in Venezuela esistono produzioni di grande portata. Fare un task force spaziale per sfruttarne le enormi potenzialità a livello satellitare. E magari ingaggiare un uomo nuovo che lavori da coordinatore dei servizi segreti dei due stati. Esso potrebbe essere Bobo Vieri, che dopo aver richiesto la revoca degli scudetti all'Inter (squadra invisa a Putin) potrebbe lavorare per far annullare la riforma sanitaria voluta ad Obama (inviso ad entrambi i capi di stato) approvata dal Parlamento Americano. Staremo avvedè.

Il subcomandante Turturro

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On sabato 27 marzo 2010 at 19:36

Maddai! Non saranno mica le documentazioni portate da uno che si definisce militante dell'ezln a smascherare il contorno fisico di colui il quale si nasconde dietro la storica maschera del subcomandante Marcos, leader dell'esercito separatista del Chiapas. Questo avvenuto militante avrebbe consegnato a qualche redazione dossier dettagliatissimi su armi, finanziamenti e pratiche in uso all'interno dell'ezln.
Ma il giallo rimane, scrivono i giornali. Io azzardo che non c'è nessun giallo.
Perchè se realmente lo sventurato Marcos fosse stato bertucciato da un suo soldato con conseguente identificazione del subcomandante nel soggetto ritratto dalla foto allora, come ha sempre sostenuto lo stesso Marcos, la sua missione sarebbe finita e non gli rimarrebbe che uscire di scena. Detto in tutta franchezza a me la foto incriminata apparsa su Reforma ricorda più un John Turturro travestito da Fidel Castro da giovane in un improbabile film dei fratelli Coen sulla Rivoluzione Cubana. Mah! Anche stavolta vedremo se la mia sfacciataggine verrà come sempre punita.

Io non ve l'avevo detto

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: | Posted On mercoledì 17 marzo 2010 at 14:35

36 sono le previsioni redatte da Mike Adams, editorialista di naturalnews.com per il 3-nnio 2010-2012. Va ricordato che lo stesso Adams ne fece di simili per il triennio 2007-09 indovinandole per il 79%.
Alcune sono quantomai ovvie e credo utilizzate solo per arrivare a 36:
- Il mondo non si concluderà il 21-12-2012;
- Il mondo diventa un luogo molto più pericoloso per i cittadini onesti (collegato probabilmente al peggioramento delle condizioni climatiche);
- Il degrado genetico della popolazione umana (il conteggio di spermatozoi sarebbe in calo, con un inizio della stessa genopocalisse). Bah che poi sta solfa la raccontano da un pò di anni a questa parte, questa roba dell'infertilità dico..
Alcune invece sono un pò meno scontate (mi pare cioè poco scontato che si verifichino a breve se no davvero il mondo si riduce a una rovina). Il fatto che la Cina sia una potenza in notevolissima espansione non è di certo una novità. Questo fatto comporta diversi aspetti:
- maggiore richiesta di fonti energetiche derivanti dal petrolio e quindi non rinnovabili, la cui vita sulla terra prima dell'estinzione diminuirà vertiginosamente,
- probabili crisi diplomatiche legate al fatto che la Cina, possedendo gran parte del debito statunitense potrebbe minacciare di venderlo con pesantissime ripercussioni sul dollaro e sul mercato USA (e quindi mondiale) più in generale.
Sta di fatto che Adams calca la mano. Ritiene che ci sarà un vero e proprio conflitto armato USA vs Cina per accaparrarsi le scarsissime risorse naturali disponibili sul pianeta, che potrebbe sfociare in una campagna bellica svolta dagli orientali nei confronti dei satelliti americani con guasti annessi. Dal canto suo l'America non solo risponderebbe, come perrebbe ovvio, ai cinesi ma potrebbe anche pensare ad un attacco mirato contro gli impianti di arrichhimento dell'uranio in Iran. Attacco che potrebbe rilasciare nubi radioattive pericolosissime per le dispersioni nell'atmosfera. La Cina, che non parteciperebbe al bombardamento in Iran, scatenerebbe eserciti di hacker di spionaggio industriale verso le nazioni occidentali.
Di fronte allo spettro di questa terza guerra mondiale apparirebbe come una minchiata la probabile contaminazione delle colture OGM.

Cioccolato coloniale

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On venerdì 26 febbraio 2010 at 22:36

E chissà che diranno ora i nostri rappresentanti nazionali. No, perchè ora che Francia ed Italia hanno portato a termine la riabilitazione completa del colonnello a livello internazionale chissà come reagiranno di fronte alle sue dichiarazioni contro la Svizzera. E' ovviamente condivisibile la critica contro la quadratura rigida che impone la ricetta svizzera contro l'integrazione islamica (vedi divieto di costruzione dei minareti in territorio elvetico), ma ovviamente la matrice estremista volta alla guerra santa è più che deplorevole. L'imbarazzo che le parole di Gheddafi hanno suscitato nei gendarmi della diplomazia italiana penso non sia nemmeno immaginabile. Soprattutto in chi, come i leghisti, ha sempre glorificato l'esito del referendum sui minareti come possibile precedente da attuarsi anche in territorio nostrano. Io, Maroni che blocca i clandestini a Lugano già me lo vedo. Che magari richiede indietro i 5 miliardi di dollari che l'anno scorso hanno stanziato alla Libia per saldare il debito che la storia coloniale aveva comportato.

Rinascita affumicata

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On mercoledì 10 febbraio 2010 at 11:10

L'esercito di Bucarest era stato inviato per portare aiuti ai terremotati di Haiti. Peccato, ma pare che il GPS abbia appena leggermente sbagliato, portandoli a Tahiti. Cose che capitano.
Stasera la Polverini e Berlusconi aprono alla grande la campagna elettorale con una supercena al Palazzo Congressi all'EUR. 700 invitati per 1000 euro a capa. Pare che mancheranno salmone e aglio, rispettivamente indigeribili ai due. Per una rinascita della sinistra si potrebbe pensare a queste due certezze da inserire nel programma, magari glielo si dice a Bersani e vediamo come va a finire.
Di Pietro infine dice che si farà indietro nell'Idv quando sarà completato il processo di costruzione di una alternativa seria a Berlusconi, per questo sembra abbia messo da parte il suo odio ribelle verso il premier. Ma nessuno aveva messo in discussione il fatto che l'Idv non fosse proprietà di Tonino. Nel simbolo c'è scritto "Di Pietro". Quindi al massimo appartiene al tale Pietro. Se fosse stato dell'ex magistrato almeno un "Di Di Pietro" ci sarebbe voluto. Quindi il problema non si pone.

Il meglio del peggio

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On lunedì 1 febbraio 2010 at 22:06

Nel giorno in cui veniamo a conoscenza che Schumacher si tingeva i capelli dal 2005, che la signora Bruni non verrà a Sanremo poichè offesa da Cristicchi e che Berlusconi tifa per l'ingresso di Israele nell'UE (tifo espresso durante una capatina nella mangiatoia dove nacque quasi 2010 anni or sono) mi sembrava giusto stemperare la tensione creata da queste notizie roboanti con una più leggera proveniente dal mondo del cinema. Sarebbe davvero una bella storia da raccontare alla gente che ci guarda da casa. Un'attore (attrice in verità) che vince nello stesso anno un'Oscar come migliore interpretazione e un Razzie Award come peggiore interpretazione. Sarebbe il primo caso nella storia del cinema e la candidata in questione pare essere la stupenda Sandra Bullock, detta Sandrona (Io la ricordo In Crash contatto fisico. Che donna!). Oscar (eventuale) per The blind side e Razzie (eventuale) per All about Steve. Per la corsa al Razzie, non essendoci candidato Orlando Bloom (al quale il premio andrebbe consegnato sulla fiducia ormai) la sfida è aperta, per gli Oscar quando c'è di mezzo la Streep è sempre dura fare pronostici. Ad ogni modo da domani nomination ufficiali.
p.s. Dimenticavo tra le notizie del giorno che Sgarbi si è dimesso da sindaco..

Rassegnato stampa

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , , , , , , | Posted On giovedì 21 gennaio 2010 at 12:41

In questi giorni sfogli la home di un qualsiasi quotidiano on line e trovi davvero delle notizie belle, che ti fanno capire quali sono le vere news nel mondo odierno dell'informazione, gli scoop, ed in generale cosa il mondo della politica e dell'indotto delle presunte informazioni da prima pagina ci ha riservato.
Dunque. Iniziamo con Renzo Bossi, il cui nome si troverebbe nel listone di Formigoni tra coloro che, se Formigoni vincesse (come è ovvio ahinoi), sicuramente riceverebbero un assessorato in regione. Per lui, vista l'esperienza manageriale nella nazionale padana, sarebbe pronto l'assessorato allo sport.
Capitolo Emma Bonino. Contro i manifesti della Polverini che ha iniziato la campagna elettorale con un mese di anticipo sull'avversaria, le menti radical-chic del piddì hanno pensato per lei ad un corto chiamato Emmatar. Il corto non l'ho visto ma spero sia appena appena (non troppo) meglio del film di Cameron.
Capitolo Ali Agca. Ebbene lui è Cristo e ci confesserà tutto: Lupi grigi, attentato al papa nel 1981, luogo in cui si troverebbe la Orlandi (viva!), mostro di Firenze e crac del Banco Ambrosiano.
Capitolo Brunetta. Candidato sindaco per Venezia senza valuare il problema della sua convivenza con l'acqua alta.
Capitolo La Padania. Nel giorno successivo al terremoto di Haiti titolava in prima pagina "La sinistra toglie il crocifisso", parlando del terremoto solo a pag.21 e ostentando una originalissima versione del cristianesimo nordista.
Capitolo Bertolaso. E' lui il nuovo eroe dei due mondi dopo che il governo Berlusconi l'ha mandato a gestire i soccorsi ai terremotati haitiani. Gli americani si sono dimostrati incapaci nella gestione logistica delle catastrofi naturali, mentre Bertolaso in passato ha già dimostrato di saper camminare sulle acque dello stretto di Messina.
Capitolo trash. Rutelli chiede alla moglie Palombella rossa di risposarsi per la terza volta a Las Vegas.Tiger Woods è ricoverato in una clinica per malati sesso-terminali in cui gli verrà impedito di inneggiare a Dioniso per ben 18 settimane. Corona è stato prosciolto e minaccia "e adesso ne vedremo delle belle" a tutti quelli che l'hanno accusato. Bin Laden ascolta sempre Whitney Houston (questa sembra la conclusione logica e la summa della guerra in Afghanistan).
Ed infine, ma non da ultimo, i nostri figli potranno andare a lavorare da 15 anni. Finalmente!

Modellino Ikea per la democrazia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On mercoledì 20 gennaio 2010 at 12:46

Prendi una cittadina tedesca, Amburgo e ti accorgi come sta cambiando la democrazia, almeno quella occidentale. Come sottolinea nella sua rubrica quotidiana su la Stampa il buon Gramellini, ormai le vere questioni che stanno a cuore ai cittadini sono quelle che hanno tangibili riflessioni sulla vita quotidiana e che, ancor meglio, coinvolgono loro stessi direttamente. Perchè si presentano come qualcosa che cambia lo scenario di vita di tutti i giorni, che ha a che fare con la territorialità. Di cui il cittadino non vuole essere privato. Le pompose questioni che ad esempio vengono messe in campo nelle tornate elettorali ad esempio per le elezioni europee hanno molto meno seguito. Come dimostra la percentuale di affluenza al referendum sull'instaurazione di una cittadella Ikea nel centro di Amburgo. Questo impone una grande riflessione. Come proporre temi veri, che interessino e coinvolgano anche i potenziali elettori più lontani dalla vita politica. I quali, posti di fronte a problemi diretti in cui il loro voto contribuisce ad una scelta di tipo IN or OUT li responsabilizza al meglio. Visto che la passione politica è il sale della democrazia e l'attuale situazione di malato cronico in cui vive la politica non può prescindere da questo.

Cine-pandora

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On sabato 16 gennaio 2010 at 10:39

Tu entri al cinema già in partenza prevenuto. Sai che non è il tuo genere di film. Ma non puoi comunque mancare di vederlo. Come Titanic, sarà un kolossal: trillioni di dollari spesi per realizzarlo che in mezzo mondo hanno già fruttato il secondo miglior incasso della storia del cinema. Poi entri al cinema. Posti esauriti per la versione 3d, ti accontenti del 2d che ha riempito per la cronaca meno della metà della sala. Poi il film inizia. Prime scene per contestualizzare la storia. Ed ecco i classici stereotipi. Devono metterci il ragazzo con una paralisi fisica che faccia del logico sensazionalismo, ci mettono il comandante delle azioni militari che sembra uscito ieri dal terzo Reich (ossia solito cattivone biondo stile tedesco). Aggiungici che l'Avatar del ragazzo con la paralisi, appena lo vedi in azione, già capisci che diventerà il comandante Kurtz della situazione. E poi la fine, anch'essa assai scontata. Che dire. Il tema sembrava originale all'inizio, ma la trama che segue sà in maniera sconvolgente di roba già vista. Solo gli effetti speciali salvo, perchè meritano veramente. Tutto il resto è noia.

"Sembravi una Julie Andrews nazista"

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , | Posted On mercoledì 13 gennaio 2010 at 22:10

Capita raramente di vedere una commedia satirica così pungente e ben riuscita sul problema della guerra. Per questo mi sento di pubblicizzarla. Io l'ho visionata in inglese ma a breve (credo febbraio) dovrebbe essere disponibile anche nelle sale italiane. Ovviamente in quelle meno commerciali come capita per tutti i film di qualità. Praticamente la trama parte da una sprovveduta dichiarazione del Ministro per lo Sviluppo Inernazionale britannico per il quale una guerra contro il Medio oriente sarebbe inevitabile. Al che si scatenano l'intelleigence anglosassone e statunitense per cercare di riparare o accentuare a seconda dei casi la maldestra uscita del Ministro. Dalla parte contraria alla guerra si schierano il Sottosegretario al Dipartimento di Stato americano ed un glorioso pacifista dell'esercito statunitense interpretato in maniera magistrale da James Gandolfini. Dall'altra parte della barricata si schierano il Sottosegretario americano ed il Capo di gabinetti inglese che, pur lavorando allo stesso obiettivo, si metteranno i bastoni tra le ruote fino alla decisiva votazione finale per la mozione belligerante in sede ONU.
Che dire. Tante battute pungenti sui luoghi comuni della scena politica inglese ed americana, sulla storia dei due paesi e soprattutto sui vizi e capricci dei politici tutti. Davvero geniale in parecchi dialoghi. Soprattutto in un periodo in cui Ministri delle Pensioni si presentano ubriachi al Parlamento e in cui Premier sono costretti alle dimissioni per sexy-scandali mi pare assai consigliato un simil prodotto.

Ora la vera mafia la "incarnerebbero" le ONG

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On mercoledì 6 gennaio 2010 at 10:37


Articolo che mi era sfuggito. Agosto 2009. Di certo non mi aspettavo che Il Giornale trattasse il tema diversamente. Ossia dipingesse la macchina degli aiuti allo sviluppo italiani ed internazionali come un mostro che si accaparra tanti di quei soldi che sommati darebbero addirittura il PIL della quinta potenza mondiale. Dunque, va detto che la cooperazione ha sicuramente ragioni e cause storiche che rimandano al colonialismo in cui si sono create delle disuguaglianze civili tra popolo sottomesso a potenza sottomittrice che hanno ovviamente ampliato il gap sotto ogni punto di vista. Si sviluppa nel 20esimo secolo. Ed incontra notevoli ostacoli che riguardano le crisi vissute dalle potenza occidentali. A metà degli anni '70, ad esempio si verificano la recessione dei paesi avanzati, l'instabilità monetaria, le fluttuazioni dei mercati (petroliferi ma non solo) e l'aumento della disoccupazione su scala planetaria. Risultato: è impossibilire "riequilibrare" la bilancia globale dello sviluppo. Quindi si desiste e si prova a garantire solo aiuti parziali ai paesi terzomondisti. Questa è la storia. Ora questa operatrice dell'ONU Linda Polman, intervistata da Il Giornale, afferma che c'è tanto di quel marcio nelle ONG che nemmeno ce lo si immagina. Vengono dipinte come organizzazioni che nascono con scopi di lucro ma in cui tendenzialmente si cerca di fare comunque dei grandi utili per avere maggiore visibilità davanti agli enti istituzionali. In cui spesso invece che portare degli aiuti si aumentano le condizioni di disastro in cui già versano i Paesi terzomondisti. In cui addirittura si appoggierebbero i dittatori. E, dulcis in fundo, viene fatto il paragone con la Seconda guerra mondiale. Ecco la sentenza: Le organizzazioni umanitarie, per come agiscono nella prassi, nello scegliere se aiutare i nazisti o i loro prigionieri non avrebbero dubbi: porterebbero gli aiuti ai nazisti.
Bene, non ho mai fatto volontariato internazionale in queste organizzazioni, ma per lavoro posso dire di conoscerle molto bene. Innanzitutto queste società non sono governative. Cosa vuol dire? Vuol dire che, in quanto originate dalla società civile, queste organizzazioni costituiscono il canale privilegiato delle istanze dei cittadini e puntano molto sulla sensibilizzazione verso i problemi del Sud del mondo, attraverso un movimento mondiale di critica e opposizione al sistema occidentale, perseguendo il raggiungimento di pari opportunità per tutti i popoli e la tutela dei diritti umani. Alla base delle ONG, dunque, vi è una «coscienza solidaristica» della società che si differenzia dalle dinamiche dell'aiuto governativo e propone una cooperazione slegata dalle priorità e dagli interessi politico-economici dei governi.Quindi se non altro cercano di sviarsi dai giochi di potere. Poi io posso capire il discorso che viene fatto sui testimonial che vengono pagati per accaparrarsi gli aiuti ed in generale per vincere i bandi di finanziamento mesi a disposizione dall'UE. Ma non dimentichiamo che viviamo in una società capitalistica. Con tutti i suoi tantissimi difetti cui ha portato il liberismo sfrenato degli ultimi anni. Quindi per vincere dei bandi di concorso in una presunta concorrenza perfetta tra le ONG vince quella che ha maggiore visibilità. Con tutti i mezzi a disposizione. Ovviamente più sono le risorse finanziarie più si ha garanzia che il progetto vada in porto. Garanzia per l'ente finanziatore chiaramente. E infine vorrei solo dire che la sensibilizzazione occidentale verso la cooperazione internazionale non dovrebbe mai venire meno, mentre il nostro belPaese quest'anno tocca il fanalino dell'UE destinando solo lo 0,12% del PIL a queste attività. Meno di niente. Forse ora, grazie a questi millantatori che dipingono solo certi episodi generalizzandoli a tutte le ONG in cui invece con pochissimi euri si tira avanti proprio perchè si è mossi da spirito cooperativo, diranno che è una fortuna che sono stati destinati così pochi soldi. Tanto ci avrebbero comunque "mangiato sopra". Tanto poi son tutte di sinistra queste ONG.

Caracas sì Caracas no

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , | Posted On domenica 3 gennaio 2010 at 11:21

Sarà. Ma, da sempre, se devo pensare ad un posto in cui davvero ci penserei due volte prima di andare questi è Caracas. Sia chiaro, per "andare" intendo farmi un viaggio in cui possa girare per tutta la città e, in piena libertà. Cioè niente pacchetti vacanze pre-confezionati insomma. Il tasso di omicidi è sempre imbarazzantemente alto ed il numero di vittime di San Silvestro lo confermano. Però c'è un ma. Il Venezuela, con l'elezione raddoppiata di Chavez, sta fortemente prendendo la strada di altri stati socialisti dell'America centro-meridionale, da Cuba alla Bolivia. Uomo che divide, il Chavez. Da un lato è paladino di riforme ampiamente socialiste, dalla redistribuzione all’alfabetizzazione per esempio. Dall'altro lato è un uomo che non finge per nulla di ammiccare ai potenti del mondo, purchè non siano presidenti degli USA, per fare gli interessi del Venezuela e probabilmente non solo, da Putin ad Ahmadinejad. Il suo difetto, tra gli altri, è che non cerca di spingere verso la coesione sociale e la collaborazione tra classi ma fa di tutto per incattivire gli animi e tenere il paese sull’orlo della guerra civile, cosa per altro difficile in un paese dalle fortissime differenze sociali. Voi vi chiederete cosa c'entri la prima parte del post con questa riflessione su Chavez. Ecco, il ma cui prima facevo riferimento riguarda comunque il desiderio (al di la del tasso di omicidi di Caracas) di andare in Venezuela per saggiare con mano queste profonde differenze civili e testare davvero il livello di vita e di aspettativa dei venezuelani. Al di la degli impegni in politica estera di Chavez che di fatto snaturano il suo essere socialista. E vedere coi propri occhi se davvero di regime si tratta, come testimoniano alcuni parenti di blogger che avrebbero fatto richiesta per richiedere la cittadinanza italiana a causa dei continui stupri alla libertà dei singoli da parte del presidente. E infine, un buon motivo per andare in Venezuela mi pare quello di provare l'arepa, ossia un panzerotto di farina di mais ripieno di carne e salumi che è stato messo in circolazione come una sorta di polpetta statale, che deve affossare la minaccia capitalistica, al prezzo ribassato di 5 volte rispetto ai panini delle catene alimentari multinazionali per eccellenza. Ovviamente la critica è che tale catena socialista riceverrebbe delle sovvenzioni statali che le consentono di tenere prezzi che sbaragliano la concorrenza. Ma anche questo è marketing.

Emiliano lancia San Nicola

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On sabato 2 gennaio 2010 at 12:57

Finalmente ora si spiega il mistero che c'è dietro alle continue ed a dir poco "fluttuanti" esternazioni del sindaco di Bari Michele Emiliano su di una sua eventuale candidatura come presidente di regione per il centro-sinistra pugliese. Prima dice che il suo unico candidato resta Vendola e che non scenderà mai in campo, poi dice che per il bene del partito lui è pronto a scendere in campo a patto che anche Vendola accetti e si metta da parte, poi accusa i vendoliani di avergli fatto saltare l'assemblea di partito in cui si sarebbe dovuta confermare la sua candidatura (questo video però lo smentisce), poi accetta le primarie con Vendola, poi dice che le primarie sono infattibili senza il "lodo-Emiliano, ossia quel lodo che salverebbe Emiliano dall'impossibilità di sindaci e presidenti di provincia di essere eletti. Alla fine, dice che si ritira temporaneamente in attesa che si formi una coalizione intorno al nome di Vendola, su cui resta il parere negativo di UDC e Idv.
La notizia riportata in calce dà una risposta alle turbolenti angoscie di Emiliano. Ossia, sembra che stia preparando la discesa in campo di San Nicola come candidato unico per PD, UDC e Idv. Con buona pace del povero Vendola che dovrà di nuovo tentare il miracolo, nel vero senso della parola.
p.s. I turchi rivendicano San Nicola. Il lodo-San Nicola gli permetterà di sdoppiarsi ed essere partecipe sia alla vita politica pugliese che alla vita museale turca.

Liberi di infangare

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On martedì 29 dicembre 2009 at 10:26

Secondo il sito TMZ l'immagine che ieri ha fatto il giro del mondo è stata scattata durante una crociera di JFK nell'agosto del 1956 nel Mediterraneo. JFK appare in compagnia del fratello e di un altro senatore democratico in compagnia di molte ragazze ignude. A quel tempo la moglie di JFK era incinta e mentre la crociera era in corso fu ricoverata di corsa in ospedale e perse il bambino. Ecco perché questa era una foto che avrebbe potuto cambiare la storia: se si fosse saputo che il John di belle speranze faceva vacanze con ragazze discinte mentre la sua consorte era incinta, la sua reputazione sarebbe crollata di colpo. Peccato sia un fake. Come volevasi dimostrare. Tanto è che poco dopo il sito The Smoking Gun pubblica la smentita ufficiale. La foto sarebbe già apparsa a colori sul numero di novembre 1967 di Playboy (cioè più di 10 anni dopo). Quindi ovviamente nulla c'entrava con quello che poi sarebbe diventato uno dei presidenti americani più amati. E la sera arrivano, confezionate, pure le scuse degli urlatori dello scandalo, ossia quelli del sito TMZ. Bufala rientrata insomma. Peccato solo il titolo de Il Giornale di ieri mattina. “Ecco Kennedy, mito della sinistra. Altro che l’harem di Silvio…“. Il titolo dell’articolo è inequivocabile, e solo leggendo le righe finali si capisce che il tutto è stato messo in forma dubitativa. Un vero peccato. Erano tutti pronti a scagliarsi per fare il paragone con Silvio. E a tale proposito Il Giornale, oltre a dare spiegazione agli eredi di JFK, dovrebbe spiegarci perchè parlava dell'harem di Silvio. Ma Berlusconi non aveva sempre negato di avere un harem? Bah, di quest'ultima cosa sinceramente non me ne importa un accidente, come ho già avuto modo di spiegare su questo blog che ero contrario alle campagne di presunta morelizzazione di La Repubblica di quest'estate. Trovo solo disgustoso gettare benzina sul fuoco per infangare liberamente una persona (icona di una certa sinistra nella fattispecie) costruendo una teoria fondata su basi così labili. Che poco dopo si sono rivelati essere una bufala enorme.