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Hasta la victoria siempre

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On domenica 17 ottobre 2010 at 20:09


Non capisco come si possa scrivere un post di una bassezza di contenuti come quello scritto da Grillo sul suo blog ieri in merito alla manifestazione della CGIL-FIOM di Piazza San Giovanni in Roma. E' assolutamente inaccettabile partire dal presupposto che tutto è una scatafascio, che l'Italia è una disfatta unica e che nessuno rappresenta più i ceti più colpiti da crisi ed istituzioni. Leggendolo superficialmente, tutto quello che scrive Grillo sugli operai è più che condivisibile. Quando si scaglia su chi li dovrebbe rappresentare si capisce che sta sbroccando. Dovrebbero andarsene tutti a casa a sentire lui. Perchè corrotti o corruttibili. E sarebbe lui l'uomo nuovo che li rappresenterebbe questi operai in Parlamento? La megalomania non sarà mai un buon farmaco contro la depressione politica. Uno che si erge a barricate senza accettare il minimo confronto. Uno che "tutto quello che ci circonda è merda" quando magari poi però a giocarci con la merda ci potrebbe andare lui se letto in Parlamento. Per dirla breve basta. E' ora di uscire dalla sfera di cristallo delle accuse ad occhi chiusi. Le rivoluzioni tanto invocate da Grillo non possono che portare all'esito di cui, in Giù la testa, nel video in testa a questo post.

Notizie che dai notizie che trovi

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On martedì 7 settembre 2010 at 22:21

Lasciatemi indignare. In un paese ormai zoppo e storpio di democrazia, nel giorno in cui un sindaco troppo schierato contro la corruzione e le incursioni mafiose viene ucciso da Cosa Nostra, tutta l'attenzione dell'opinione pubblica italiana viene rivolta a chi? A Mirabello ed al discorso di Fini. Politicamente importante sì, ma sbiadisce di fronte alla gravità dei fatti accaduti nel salernitano. Dove un eroe, l'ennesimo, il "sindaco pescatore", viene assassinato. Nota era la sua passione per la pesca e per il porto, i cui introiti venivano gestiti da una cooperativa per i servizi sociali e nota era la sua passione per i giovani della sua terra cui aveva dato lavoro garantendo una gestione veramente pubblica delle amministrazioni locali. Troppo ecologista (circa il 70% degli abitanti praticano la raccolta differenziata), troppo trasparente, troppo impegnato e schierato contro i poteri subdoli del mezzogiorno. Troopo poco soggetto da audience per un Mentana od un Minzolini qualunque per essere anteposto ai capricci di Fini e della maggioranza. Un pò come quando il giorno in cui il capo della polizia Di Gennaro venne incredibilmente assolto dalle accuse di essere il mandante dell'azione repressiva nella Diaz al g8 di Genova. Giorno in cui la notizia passò in sordina perchè tutti dovevano sporcarsi la bocca a dire la loro in merito alla bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale (anche se oggi l'episodio è evidentemente assai più grave..)

Le ali della civiltà

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On at 20:53


I protagonisti di questa vicenda sono un italiano di trent'anni residente a Seriate, in provincia di Bergamo, e un cittadino ivoriano che viaggiava in scooter davanti alla sua auto. A un certo punto, mentre andava al lavoro a Zanica, l'italiano si è reso conto che dallo scooter erano caduti un portafoglio e un bel po' di banconote. Quasi mille euro - 920, per la precisione - che il giovane ha raccolto a una a una insieme con il portafoglio contenente il passaporto, la carta d'identità e altri documenti dell'immigrato.
Il passo successivo è stato la consegna di soldi e documenti ai carabinieri di Seriate. Che hanno contattato l'ivoriano, disperato per la somma persa, invitandolo a raggiungerli in caserma per restituirgli il tutto. "Lei è un signore", ha detto un carabiniere all'italiano - come riferisce il sito bergamonews.it - e l'ivoriano ha fatto il resto contattandolo per ringraziarlo di persona. (repubblica.it)

Mi spaventa davvero il fatto che l'informazione italiana arrivi a scrivere un articolo in merito ad un fatto così normale e civile. Non saremo davvero arrivati al punto che la cronaca di una situazione del genere faccia davvero notizia?!?! Probabilmente sì, sono io ad essere rimasto indietro. Perchè se questa cosa è degna della home di Repubblica.it vuol dire che davvero nel nostro belpaese l'inciviltà e l'intolleranza ormai la fanno da padrona. Tanto che se si verificano episodi di civiltà è un vero scandalo. La cultura del fregare il prossimo tipica del made in Italy forse si è presa un attimo di riposo. Una rarità di questi tempi. O forse devo aggiungerci il fatto che Bergamo, la Lega, etc. per contestualizzare meglio l'accaduto e per renderlo ancora più "notizia"?

Il granaio brucia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On sabato 7 agosto 2010 at 13:06

Capitolo riformatorio. La feroce instabilità della politica italiana dell'ultimo mese ha comportato effetti collaterali inspettati, desiderati o indesiderati, ma senz'altro dissipativi. Gli animali che nella fattoria dell'amore del Pdl mal sopportavano di stare in un ambiente con un pater familias scomodo hanno provato a fare la rivoluzione. Il problema è che quello che voleva diventare il Simon Bolivar della destra italiana, il brutto anatroccolo per eccellenza, ha ceduto alle avances della nuova fattoria vicina appena costruita causando un'inasprimento delle condizioni che il pater familias imporrà al paese per continuare a governare. Con la controindicazione delle urne immediate in cui si riproporrebbe una sua vittoria. In altre parole, il fallimento della rivoluzione liberale di Berlusconi ha provocato il trionfo del populismo, mediatico e non, dal quale sembra non usciremo più. A proposito della fattoria di nuova costruzione, questa comprende in generale i senza fissa dimora, serpi che strisciano verso direzioni che cambiano quotidianamente. Il casolare di memoria primarepubblicana pare proprio essere un abbaglio. Un qualcosa che viene proposto al grande pubblico come un'assoluta novità sulla scena italiana, ma che invece è pregna di stantìo, un terreno minato e poco praticabile per entrambi gli schieramenti classici che si oppongono nel classico sistema bipolare italiano, ossia centrodx e centrosx. Una destra che si accorge di essere moderata e che cerca una casa al centro, dove viene accolta in una dimora che per sua composizione interna pare più un CPT o una roulotte senza traino. Vista e considerata l'assenza di cemento.
Ma che conseguenze per il paese? Molti pensano che il Cesare de noantri sia al capolinea. Molti pensano a come sostituirlo. E pensano ad una società , non so come definirla, Marchionnecentrica o Tremontidipendente, inebriata di capitalismo coatto e di iperliberismo.
Lo scenario che, ad esempio, la dirigenza piddina si augura prevede che si seggano ad un tavolo pentagonale i seguenti convitati: Fiat - De Benedetti - Fini - Tremonti - Pd. Una sorta di governo tecnico a responsabilità nazionale assolutamente impraticabile ed in cui, ovviamente, non viene trovato spazio per chi sta a sinistra (ma nemmeno per chi sta in Parlamento, vedi Lega e Idv). Dal canto suo la sinistra italiana non può far altro che sperare che le elezioni avvengano più verso il 2013 che verso il 2011. Poichè il tempo per farsi sentire e per convincere un'elettorato frustrato non può essere poco. E su questo sia Vendola che Chiamparino devono forzare la mano ed attivarsi sin da subito.

A e B al bar di Pomigliano

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , | Posted On sabato 19 giugno 2010 at 14:21

a-Sai cos'è che cosa mi fa girare di questo accordo sugli operai Fiat di Pomigliano?
b-No.. dimmi?
a-E' un pò come un ritorno alla condizione dell'operaio ottocentesco in epoca Rivoluzione industriale. Lo si attraeva dalle campagne in città con la promessa di lavoro. Sì ma che lavoro era, ti ricordi?
b-Beh gli si prometteva vitto e alloggio, quindi condizioni base per l'esistenza. Considera che comunque nelle campagne il contadino non aveva tendenzialmente lavoro.
a-Giusto. Ma contestualizza il discorso. Siamo nel 21esimo secolo. Secolo in cui, dopo battaglie civili e sindacali pagate a caro prezzo, per l'operaio si dovrebbe essere creata una situazione tale per cui le condizioni di lavoro non siano più assimilabili a quelle di una bestia. Orari di lavoro pazzeschi, premi sulla sovrapproduzione al prezzo di condizioni disumane (12-13 ore di lavoro quotidiano in fabbrica non solo mica paragonabili alle stesse fatte da un manager!) e possibilità di migliorarle solo a patto di essere ricattato.
b-Dai dai non fare polemica.. soliti discorsi: lotta di classe, comunismo, falce e martello, mangiabambini.. Ma se non si lavora mica si mandano avanti le ditte!?!?
a- Un conto è il lavoro come dovere (ti ricordo che la condizione di schiavitù è stata abolita da tempo). Un conto è il lavoro come diritto ad essere retribuito per la prestazione di un servizio. Che deve essere sempre e comunque tutelato.
b- Ho capito ma pensa alla crisi di questi anni. Qui han tirato troppo la cinghia e ora quasi tutti finiscono in cassa-integrazione. La scelta è tra morire o sopravvivere anche se a condizioni un pò meno civili.
a- Bravo! Hai centrato il nocciolo del problema. Non è una questione di lotta di classe o dietrologia che farebbe comodo solo a chi pensa ancora alla massificazione dell'operaio come strumento per ripartire. In un lampante passaggio della storia come questo, in cui per ridurre i costi di produzione o si mette con le spalle al muro l'operaio o si investe pesantemente in automazione dei processi produttivi, è fondamentale non venire meno ai diritti del prestatore di manodopera. Quel che vorrei farti capire è che qui si sta offrendo a queste persone di non morire con un colpo sparato in testa ma di morire di un male incurabile che non si sa quanto ti farà durare ma che ti farà vivere sempre meno e sempre peggio.
b- Che esagerato! Quindi mi stai dicendo che è meglio morire subito che soffrire e resistere di più?
a- Resistere?! Ma ti pare una forma di resistenza o di lenta assuefazione? Pensaci bene. La forma del punto d'incontro, mascherato da ricatto, sarebbe questa: reintroduciamo la produzione della Fiat Panda in Italia a Pomigliano. Riduciamo l'assenteismo e le pause in generale per il lavoratore che però mi deve garantire una maggiore produttività. Una maggiore produttività di uno di cui già misurano il rendimento in base all'angolazione del bacino (cit. Veltroni), per intenderci. Risultato: si richiede uno sforzo ancor maggiore a chi già dovendo stare su una catena di montaggio è costretto ad un lavoro standardizzato e ripetitivo. Poco gratificante e già per definizione poco valorizzato. Svalorizzarlo ulteriormente mi pare davvero troppo.
b- Beh ma guarda che fino ad ora la Panda la producevano in Polonia, senza che nessuno si sia lamentato, a bassi costi e con ritmi di produttività tra i più alti d'Europa.
a- Quasi tutto vero. Tu dici che nessuno si lamenta. Ma bada che l'aumento dell'orario lavorativo sui doppo turni è stato pagato a caro prezzo dai lavoratori polacchi (il cui costo era già di per sè molto basso). Straordinari e premi di produzione pagati solo al 40% e ovviamente sindacati zitti e sodomizzati dai vertici Fiat. Succede spessissimo così quando si esternalizza la produzione, non credere.
b- Sì ma dunque cosa vorresti, fammi capire?
a- Semplice: che gli errori dirigenziali o gli sciagurati investimenti passati del governo e della Fiat non si ripercuotano su chi ha sempre garantito il proprio apporto per contratto alla produzione. Ossia il lavoratore diretto. L'accettare di mantenere la produzione in Italia non può essere barattata con la perdita di condizioni di lavoro fondamentali.
b- Eh ma Marchionne dice che i lavoratori lunedì hanno scioperato perchè giocava l'Italia. E'stato uno sciopero farlocco.
a- Farlocco semmai è il referendum a cui sono sottoposti i lavoratori di Pomigliano dalla stessa Fiat: un aut-aut che sottointende quanto ti ho appena detto. Scegliete pure come morire cari lavoratori, che tanto il vostro destino è segnato.
b- Sacconi l'hai sentito piuttosto? Dice che si è giunti ad una svolta nelle relazioni tra sindacati ed azienda. I sindacati che si rifiutano sono solo ancorati a posizioni conservatrici e senza futuro.
a- Io dico solo che se si crea un precedente da questo episodio allora è la fine definitiva per il mondo del lavoro salariale della grande industria di massa. Svalutare ulteriormente una condizione già di per sè precaria e disagiata vuol dire cedere la palla a chi, per far sopravvivere il lavoro meno qualificato, mette sul piatto della bilancia la rinuncia ad alcuni diritti fondamentali. Questo per me è intollerabile. I sindacati hanno fatto indubbiamente degli errori, ma ergersi a difesa dei lavoratori di Pomigliano poteva essere un'occasione per ritrovare l'unità. E invece..
b- Caspita mi hai convinto. La situazione è davvero drammatica. Cambiamo discorso va! Hai sentito di quelli di Radio Padania che tifano contro l'Italia? E' su tutti i giornali..

Solo il 62% degli Italiani festeggia il 2 giugno

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On mercoledì 2 giugno 2010 at 19:29

Berlusconi ha chiamato a in diretta a Ballarò per dire che lui ha il 62% degli italiani dalla sua parte. Ora, da che mondo e mondo i sondaggisti hanno un algoritmo di indagine che si dispone di mezzi e uomini per realizzare il proprio servizio di consulenza per partiti, piuttosto che per giornali, che è assolutamente segreto. Segreto collegiale per l'appunto. Il premier è da quando è salito a Palazzo Chigi per la seconda volta, nel 2001, che continua a dire di avere il 62% degli italiani dalla sua parte. Con il passare del tempo, tra alti e bassi negli indici di gradimento, lui ha sempre comunicato quella cifra. O ha fatto anche quando è stato per due anni all'opposizione. Il giorno dopo le politiche del 2006 disse di avere comunque il 62% degli italiani che stavano dalla sua parte. Altrimenti non avrebbe potuto nemmeno giustificare il sospetto che aveva lanciato su presunti brogli elettorali che si sarebbero verificati a sfavore del centro-destra. Sasso lanciato nel vuoto chiaramente.
Oggi che è il giorno della festa della Repubblica mi rendo conto dell'imbarazzo che avrebbe creato la presenza delle autorità in quota Lega alle manifestazioni che da protocollo prevedevano l'inno di Mameli. Perchè quindi non uscirsene con La gatta di Gino Paoli, come suggerito da Maroni? Questa hit diventerà l'inno ufficiale della nazionale padana. Sì, proprio di quella squadra la cui illuminante gestione ha portato il Trota al salto diretto tra la terza superiore ed il consiglio regionale lombardo.

Futurismi

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On venerdì 14 maggio 2010 at 22:58



Lo ha ben sottolineato nel suo
Polpok il vecchio ex sovversivo di Potere Operaio Lanfranco Pace. Il manifesto che campeggia a Roma nell'ultimo periodo per ricordare l'assassinio di Aldo Moro in quel di via Caetani è di una lungimiranza storica incredibile. Due piccioni con una fava. Siamo qui per l'avvenire dice. La Dc che lavora per l'avvenire. Ditelo a Boffo se lavorava anche lui per l'avvenire..

Le anime di Grillo

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On martedì 23 marzo 2010 at 18:57

Personalmente è passato parecchio tempo da quando il comico Beppe Grillo mi divertiva coi suoi spettacoli trasmessi dall'allora Tele+ riguardanti i diversi scandali italiani (quello sulla Telecom e sulle ricariche, etc.). Troppo. Da quando ha deciso di darsi alla politica attiva, prima con le varie manifestazioni del VaffaDay e poi fondando il Movimento a 5 stelle è diventato paradossalmente molto più attore di quanto non fosse prima. La mia tesi è semplice. Per ristabilire i principi di una democrazia che, soprattutto ultimamente, sembra perdere i propri pilastri portanti non servono personaggi alla Grillo. Questi fanno solo i giochi dei veri despoti dell'informazione (magari involontariamente). Il concetto di libera informazione in un libero stato esiste quando tutti lo rivendicano senza vincoli ma non quando uno proietta su una massa sodomizzata certe idee che, pur con certe basi giuste e/o condivisibili, finiscono solo per inasprirne i lati più istintivi e animaleschi. Le teorie proposte da Grillo attraverso il suo blog e le sue manifestazioni mi hanno spesso lasciato perplesso. Perchè il problema più grave di Grillo, come scrisse anni fa Scalfari su La Repubblica, è che non capisce che i difetti di una democrazia nascono molto più spesso dal consenso pubblico e non dalle regole intese come leggi da approvare. Per intenderci, è insita nella natura umana la predisposizione ad aggregarsi verso chi attira magneticamente la sensibilità del singolo, colpendola laddove è più esposta. Ed in questo Grillo e Berlusconi, pur rivolgendosi a pubblici completamente diversi e in lotta tra loro, sono simili. Il passaggio di livello è quello che manca. Ossia una responsabilizzazione maggiore del cittadino, che non si traduca nella richiesta di nuove leggi spesso popolari ma incostituzionali bensì in una nuova cultura politica che valorizzi il senso critico del singolo. Che faccia leva sulla sua capacità di giudizio e che in qualche modo colmi quella disaffezione della gente dalla politica che sta raggiungendo punte intollerabili.
Tornando a Grillo leggo un pò sconcertato da un post del suo blog le seguenti parole
Le animemorte italiane muoiono in anticipo pur di farsi comprare. Lo sentite il silenzio della Confindustria? Dei sindacati? Dei professori e dei rettori universitari? Degli artisti? Dei campioni sportivi? Degli esponenti della classe borghese come Mario Monti? Dei capi delle grandi aziende come Bernabé e Montezemolo? Delle istituzioni? Dove sono tutti? Morti, ma non ancora censiti.
Tutto è in vendita e quasi tutto è stato comprato. La responsabilità di questi struzzi della democrazia è enorme. Godono dei benefici del loro ruolo senza rispettarne i doveri. Le animemorte non hanno pentimenti. Hanno ceduto la loro coscienza in cambio di promozioni sociali, visibilità, sicurezza, potere.
Ebbene. Forse non se ne accorge ma pure lui è diventato uno struzzo della democrazia e credo per questo abbia molte responsabilità. Il fatto di essere sceso in politica attivamente gli è costato un pò di fedelissimi alleati ma in tanti ancora credono in lui. In tanti che, per esempio, hanno tollerato il fatto che non abbia mai mosso una critica nei confronti di un ministro ahinoi indifendibile come Pecoraro Scanio che, tra gestione dell'affaire rifiuti a Napoli e i voli gratuiti verso centri di benessere garantiti da imprenditori amici, non ce la raccontava spesso giusta. Non sempre, cioè mai, i problemi si risolvono gridando alla vecchia puttana per apostrofare la Montalcini che sembra abbia vinto il Nobel solo perchè sponsorizzata da una casa farmaceutica. Troppo comodo. Tanto poi si patteggia per le diffamazioni e si finisce solo per svilire la collettività che di questi continui ritorni allo stato brado proprio non ne ha bisogno. Ridateci il vecchio Grillo.

L'amore vince sempre sul sodio

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On sabato 20 marzo 2010 at 19:51

Che bella tutta la squadra di governo al completo schierata in prima fascia a sostegno della manifestazione.
Due considerazioni sulla manifestazione:
1- Ma quanto è piccolo Brunetta, vogliamo parlarne? (tra l'altro non escludo che lo striscione copra un possibile sgabello che evita a Brunetta di essere offuscato totalmente dallo striscione stesso).
2- Il numero di partecipanti. Seconda la questura sarebbero 13.000, ossia 1000 per ciascuno dei ministri col portafoglio del governo Berlusconi. Ma attenzione. Proprio Berlusconi ha detto che sono circa 1 milione in piazza. Ma è stato mal interpretato. Lui intendeva un milione per ciascuno dei ministri col portafoglio (che per comodità chiamerò MCP) del suo governo. Ora, tra 1000 e un milione di persone per ciascun MCP non c'è molta differenza. Nel senso che su una cosa sembra che questura e organizzatori concordino. Ossia sull'unità di misura, che poi sarebbe il numero di partecipanti per MCP. Questo è doppiamente interpretabile. O, ipotesi 1, si crede che agli sms inviati da Silvio gli scorsi giorni per invitare gente alla manifestazione siano seguiti esborsi di portafoglio da ciascuno dei ministri che per l'appunto ce l'ha il portafoglio (ma che brutta ipotesi sovversiva da toga rossa!). Oppure che, ipotesi 2, molto più semplicemente vari MCP siano i nuovi messaggeri dell'amore, i postini dell'amore o chiamateli come minchia vi pare. E reclutano nuove anime per il bene collettivo. Via la sinistra, via le toghe cattive (ossia tutte tranne quelle di Bari), via i santorini...
Il responso alle urne. Il mio pronostico è un 8-5 tirato per il centro-sinistra. Staremo a vedere tra 8 giorni.

Vorrei vedere le piramidi di Renè

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On giovedì 11 marzo 2010 at 10:09

E' un pò come se Giuliano Ferrara dettasse la formazione a Ciro Ferrara (supponendo che quest'ultimo sia ancora sulla panchina della Juventus). Comunque è molto divertente come cosa. Il "buon" Vallanzasca è stato condannato a 260 anni di carcere e a quattro ergastoli per una lunga trafila di rapine, truffe ed omicidi. E non manca di dire la sua sul gioco di presunti appalti pilotati ed enorme traffico di denaro legato al g8 nel singolo Expo 2015, presente nel nuovo album I-porn della band Vallanzaska in uscita il prossimo venerdì. E' il cerchio che si chiude dopo che loro stessi avevan dedicato a Renè il pezzo Apologia di Renato.
p.s. Il mio personale ricordo di Vallanzasca risale a quando nel lontano 1999, in prigione, disse che un carcerato gli aveva annunciato che a Pantani non avrebbero mai fatto vincere il Giro d'Italia di quell'anno (a causa dell'enormità di denaro che si era investito sul suo successo) e che pertanto era un buon affare puntare su un suo clamoroso insuccesso.
Infine, non si urli allo scandalo perchè viene fatto uscire part-time dal carcere a svolgere attività di recupero sociale in una pelletteria...

Podio

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On lunedì 8 marzo 2010 at 17:28

Capita a volte che vedi un film e dici Minchia che capolavoro. Come fa la gente a non conoscerlo? E soprattutto ti chiedi come mai certi capolavori rimangano nell'olimpo anche perchè non ci si vuole aprire a culture cinematografiche completamente diverse dalle nostre, ma ricche di genialità ed originalità indiscusse. Il tema in questione è legato strettamente ai vari eccidi nazisti nella seconda guerra mondiale, trattati da tagli ed angolature delle più disparate. I film in questione sono 3. La vita è bella di Benigni, Underground di Kusturica e Train de vie di Mihaileanu. Gli ultimi due film per molti di noi (io li ho scoperti solo qualche anno fa e Train de vie visto solo il mese scorso!) sono/erano sconosciuti. Ebbene, a mio modesto parere, sono di una bellezza e genialità artistico-cinematografica pazzeschi. Tale da considerarsi film superiori di fatto al pur splendido La vita è bella. La comicità di Benigni, pur contestualizzata ella drammaticità dell'evento bellico, non regge all'impeto delle scene grottesche del gruppo folkloristico di persone che si nasconde dal bombardamento di Belgrado scegliendo di vivere in un sotterraneo nel film di Kusturica. E non regge nemmeno al metaforico viaggio di liberazione in treno di un gruppo di ebrei all'interno dei quali vengono ricreati sottogruppi di militanti comunisti, guardie naziste e semplici persone che organizzano la loro surreale fuga dal loro destino segnato nei campi di concentramento. Detto ciò tutti e tre i film sono pura poesia. Ma sarebbe un bene allargare i propri orizzonti informandosi anche sulle opere di cineasti meno noti. E la critica è rivolta in primo luogo a me che li ho scoperti tardi.

Censura parossistica

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On lunedì 1 marzo 2010 at 19:30

Le parole più in voga in questi giorni nelle cronache politiche italiane sembrano essere due: #sciopero della fame e #liste ritirate. Intanto è stata promossa la Daniela Santanchè come sottosegretario di Rotondi. Sappiate che da piccola era una peste, una ribelle, una bambina ingombrante. Essa incitava i fratelli a reagire all'anticonformismo imposto dalla famiglia. Essi non lo fecero per legittimo impedimento.
Capitolo Vigilanza Rai. Caos legato all'annullamento dei talk show politici di Santoro, Floris, Paragone e Vespa? Macchè quelli non vanno in onda per 4 settimane punto e basta. Il vero problema è legato al programma Chi l'ha visto. Sappiate che se per caso un politico scomparisse, di costui il programma non potrebbe parlare. A meno, ad esempio, di fingere il rapimento di un politico di sinistra nel caso della scomparsa di uno di destra e viceversa, al lordo della par condicio. Ma l'ordinanza si spinge ben oltre. E' capitato che sia scomparsa in settimana una signora imparentata con un candidato consigliere alle regionali. Di questa persona il programma della Sciarelli non può parlare. Censura bi-partizan.

Il pupo e il principe

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , | Posted On domenica 21 febbraio 2010 at 19:21

Capitolo Sanremo. Festival del grande rilancio della Clerici, dopo mesi di ricatti di mamma Rai e di contratti annullati per la sua ex-trasmissione di riferimento dell’ora di pranzo sul primo canale Rai. Le canzoni presentate al Festival sono state diverse e alcune di loro davvero di ottima fattura. A parte Povia, che mi è parso un po’ scontato e desideroso di cavalcare l’onda dello scandalo con le canzoni che ultimamente presenta al Festival (l’anno scorso sugli omosessuali e quest’anno sul caso Englaro, e forse l’anno prossimo sulla crisi e/o sulle olimpiadi a Vancouver chissà), ci sono state le buone sorprese di Malika Ayane e del vincitore di Sanremo. Per entrambi, soprattutto per la prima, una grandissima voce che ne fa un talento indiscusso. Per il secondo (ai posteri, Valerio Scanu) un ottima voce ma il peso di essere stato eliminato dalla giuria per essere stato poi riammesso dal televoto popolare. Un po’ come successo alla canzone di Pupo e di Emanuele Filiberto. Ora, dipende di cosa vogliamo discutere. E’ indubbio che, il fatto che il popolo abbia deciso le sorti di un Festival è un segno di encomiabile democrazia. Se invece la mettiamo sul lato della qualità è altrettanto indubbio che sono state bocciate le canzoni di maggior rilievo, vedi la bellissima canzone scritta dal cantante dei Baustelle per Irene Grandi e quella di Malika Ayane. E’ altrettanto vero che, forse e dico forse, lasciare le sorti di questa manifestazione ad un popolo che, ad esempio, sceglie di spendere soldi per votare al Grande Fratello o ad Amici, la dice lunga sul possibile esito finale. La simpatica colonna sonora di Cristicchi non meritava, invece, la mancata risposta affermativa di Carla Bruni come ospite alla rassegna ligure. La trovo un ottimo esempio della mentalità media italiana, dei vizi e dei capricci del belpaese. Al di là del fatto che lo stesso cantante l’abbia dedicata a Marco Travaglio, personaggio che rispetto ma non stimo e che soprattutto rientra in uno dei “vizi” di una certa parte di popolo di pseudo-sinistra italiano. Se Carla l’ha trovata offensiva se ne faccia una ragione. Si vede che ha ancora troppe ragnatele sul proprio muro che non vuole scrollarsi di dosso. Circa il giudizio sul secondo classificato a Sanremo, mi piacerebbe non esprimermi per protesta ma non posso esimermi dal farlo. A parte le decisamente poco spiccate qualità canore dell’erede sabaudo, a parte l’arroganza con cui il commissario tecnico della nazionale di calcio italiana ha spalleggiato il duo-trio improvvisato togliendo la parola alla presentatrice e contravvenendo al regolamento che prevedrebbe l’impossibilità di parlare per chi si accinge a cantare, a parte il fatto che la canzone era stata bocciata dalla giuria sanremese e ripescata solo successivamente. A parte tutto questo, più o meno tollerabile, c’è proprio una cosa che mi sta qua. Un ex Savoia che continua a citare l’Italia come proprio Paese (lui crede nella sua cultura e nella sua religione, sente battere più forte il cuore di un’Italia sola, etc.) nel pezzo ci permette di appellarci al legittimo impedimento; questo provvedimento ci porterà a parlare di “Nostro Paese” e non più di Italia. Perché dopo il successo de La Pupa e il secchione, dobbiamo subire il successo di Pupo ed il principe. Perché la nostra è una democrazia ed il nostro popolo (ahinoi) ha scelto questo.

Rinascita affumicata

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On mercoledì 10 febbraio 2010 at 11:10

L'esercito di Bucarest era stato inviato per portare aiuti ai terremotati di Haiti. Peccato, ma pare che il GPS abbia appena leggermente sbagliato, portandoli a Tahiti. Cose che capitano.
Stasera la Polverini e Berlusconi aprono alla grande la campagna elettorale con una supercena al Palazzo Congressi all'EUR. 700 invitati per 1000 euro a capa. Pare che mancheranno salmone e aglio, rispettivamente indigeribili ai due. Per una rinascita della sinistra si potrebbe pensare a queste due certezze da inserire nel programma, magari glielo si dice a Bersani e vediamo come va a finire.
Di Pietro infine dice che si farà indietro nell'Idv quando sarà completato il processo di costruzione di una alternativa seria a Berlusconi, per questo sembra abbia messo da parte il suo odio ribelle verso il premier. Ma nessuno aveva messo in discussione il fatto che l'Idv non fosse proprietà di Tonino. Nel simbolo c'è scritto "Di Pietro". Quindi al massimo appartiene al tale Pietro. Se fosse stato dell'ex magistrato almeno un "Di Di Pietro" ci sarebbe voluto. Quindi il problema non si pone.

De abolitione carcerorum

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On giovedì 28 gennaio 2010 at 23:13

Ora la sto per sparare grossa. Sicuramente in controtendenza rispetto alla maggior parte della storica opposizione (di sinistra) italiana che è di stampo giustizialista e forse contro anche il buon senso affermo che io le carceri invece che costruirne di nuove abolirei parte di quelle che già ci sono. Partiamo dalla situazione odierna. 65mila sono i detenuti per 43mila posti letto. solo nel 2009, 160 decessi e 8000 tentati suicidi. Un terzo della popolazione carceraria è dentro per reati connessi alla droga, mentre quasi la metà è dentro per carcere preventivo (cioè in attesa di essere processati e quindi innocenti fino a prova contraria). Ora la risposta immediata ai primi dati che ho citato (per cui ci son più di 20mila carcerati senza posto letto) sarebbe quella che ha dato il governo, anche se il ritardo con cui ha preso una tale decisione è abbastanza sconcertante. Ossia costruire nuove carceri (entro il 2012 ne sorgeranno 25 nuove di zecca). Ora io parto da un presupposto mediamente filosofico. Raddoppiare le carceri è quanto di meno riformista ci possa essere. In un Paese che continua a dirsi carente e desideroso di riforme nuove e condivise. Lo ben so che questo tipo di riformismo è nettamente contrapposto all'antigarantismo che si è diffuso negli ultimi vent'anni in Italia. A partire dalla stessa sinistra, in cui la cultura garantista permeava tanto le anime socialiste quanto quelle comuniste. Fino a che il rapporto tra passione politica ed azione giudiziaria è diventato sempre più stretto, quasi sovrapponibile. A partire dalla sinistra radicale (pensiamo al fenomeno girotondi) per finire in vaste fazioni della sinistra più moderata.
Ora, non sono ovviamente un mago. Ma l'idea che per certi reati si possa usare meno il pugno di ferro e magari cercare attraverso programmi di recupero sociale di attualizzare almeno un parziale reinserimento dell'individuo reo nella società mi pare plausibile. Soprattutto mi pare plausibile cercare una via alternativa al carcere preventivo che non preveda proprio il dietro le sbarre. E non perliamo della grossa speculazione che c'è dietro alla costruzione di nuove carceri. Sia edilizia che sociale.

Modellino Ikea per la democrazia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On mercoledì 20 gennaio 2010 at 12:46

Prendi una cittadina tedesca, Amburgo e ti accorgi come sta cambiando la democrazia, almeno quella occidentale. Come sottolinea nella sua rubrica quotidiana su la Stampa il buon Gramellini, ormai le vere questioni che stanno a cuore ai cittadini sono quelle che hanno tangibili riflessioni sulla vita quotidiana e che, ancor meglio, coinvolgono loro stessi direttamente. Perchè si presentano come qualcosa che cambia lo scenario di vita di tutti i giorni, che ha a che fare con la territorialità. Di cui il cittadino non vuole essere privato. Le pompose questioni che ad esempio vengono messe in campo nelle tornate elettorali ad esempio per le elezioni europee hanno molto meno seguito. Come dimostra la percentuale di affluenza al referendum sull'instaurazione di una cittadella Ikea nel centro di Amburgo. Questo impone una grande riflessione. Come proporre temi veri, che interessino e coinvolgano anche i potenziali elettori più lontani dalla vita politica. I quali, posti di fronte a problemi diretti in cui il loro voto contribuisce ad una scelta di tipo IN or OUT li responsabilizza al meglio. Visto che la passione politica è il sale della democrazia e l'attuale situazione di malato cronico in cui vive la politica non può prescindere da questo.

Mamma li turchi

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On lunedì 18 gennaio 2010 at 22:35

Cioè questo qui addirittura rischiava di dover fare il servizio militare una volta uscito dal carcere. Cioè gli avrebbero ridato praticamente subito in mano un fucile; nuovamente. Non capisco bene. Cioè i medici l'hanno dichiarato inabile al servizio militare solo per problemi fisici, non per la sua fedina. O forse non lo temevano davvero. Perchè ha detto che lui stesso è il nuovo Gesù, che diffonde il verbo a mani aperte senza impugnare nulla. E quindi lui le armi non le usa, è molto più concreto così. Oppure viene il dubbio che nel lontano 1981 sparò all'allora papa Woytila per essere esonerato dalla leva militare. Si attendono intanto nuovi illuminanti aggiornamenti sul rapimento di Emanuela Orlandi, visto che a quanto dice da anni il nuovo Messia esso è il tesoriere della verità assoluta..

Scene di ordinaria follia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On venerdì 8 gennaio 2010 at 16:14

Migrante che fa comodo, migrante che non può protestare. Partiamo dal presupposto. Sono contrario agli eccessi di manifestazione violente che, per esempio, hanno portato gli immigrati di Rosarno a ferire alcuni civili e pure parte della troupe del tg2. In quanto forme di violenza vanno stigmatizzate. Ma l'importante è non perdere il filo del discorso ed il nocciolo del problema. Caro il Ministro Maroni. Il problema secondo Maroni è che "è stata tollerata una immigrazione clandestina che alimenta la criminalità e genera situazioni di forte degrado." Cioè si sovrappongono vittime e colpevoli. Cioè non è colpa della mafia se gli immigrati vengono sfruttati e sottoposti a violenze e messi al lavoro da vere e proprie organizzazioni mafiose. E' colpa loro, che, hanno avuto l'esuberanza di venire in Italia senza passaporto e quindi dovrebbero tollerare tutto ciò. In pratica se gli Interni sbandierano i risultati di arresti contro i boss latitanti mafiosi va bene. Se una parte della popolazione (al di la del fatto che siano migranti) si ribella alla mafia va stigmatizzata. Perchè alimeterebbe la mafia stessa. Ma chiediamoci invece perchè vengono assunti. Chiediamoci perchè, ad esempio, nel 2007, in tutta la Calabria, a fronte dei 6.400 autorizzati, si stima vi siano stati circa 20 mila lavoratori stranieri stagionali impiegati nel settore agricolo. Chi dà lavoro agli immigrati commette un reato ben più grave di chi salta frontiere per mandare soldi a casa. La Mafia è un "made in Italy" rinomato nel mondo e non sono certo 4 disgraziati migranti ad alimentarla. Ma come ricorda il presidente della regione Calabria Loiero è tutto il frutto di un clima di intolleranza xenofoba e mafiosa. A forza di ingurgitare sfruttamenti, derisioni e insulti il limite di sopportabilità lo si supera. Son sempre uomini, mica bestie.

Ora la vera mafia la "incarnerebbero" le ONG

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On mercoledì 6 gennaio 2010 at 10:37


Articolo che mi era sfuggito. Agosto 2009. Di certo non mi aspettavo che Il Giornale trattasse il tema diversamente. Ossia dipingesse la macchina degli aiuti allo sviluppo italiani ed internazionali come un mostro che si accaparra tanti di quei soldi che sommati darebbero addirittura il PIL della quinta potenza mondiale. Dunque, va detto che la cooperazione ha sicuramente ragioni e cause storiche che rimandano al colonialismo in cui si sono create delle disuguaglianze civili tra popolo sottomesso a potenza sottomittrice che hanno ovviamente ampliato il gap sotto ogni punto di vista. Si sviluppa nel 20esimo secolo. Ed incontra notevoli ostacoli che riguardano le crisi vissute dalle potenza occidentali. A metà degli anni '70, ad esempio si verificano la recessione dei paesi avanzati, l'instabilità monetaria, le fluttuazioni dei mercati (petroliferi ma non solo) e l'aumento della disoccupazione su scala planetaria. Risultato: è impossibilire "riequilibrare" la bilancia globale dello sviluppo. Quindi si desiste e si prova a garantire solo aiuti parziali ai paesi terzomondisti. Questa è la storia. Ora questa operatrice dell'ONU Linda Polman, intervistata da Il Giornale, afferma che c'è tanto di quel marcio nelle ONG che nemmeno ce lo si immagina. Vengono dipinte come organizzazioni che nascono con scopi di lucro ma in cui tendenzialmente si cerca di fare comunque dei grandi utili per avere maggiore visibilità davanti agli enti istituzionali. In cui spesso invece che portare degli aiuti si aumentano le condizioni di disastro in cui già versano i Paesi terzomondisti. In cui addirittura si appoggierebbero i dittatori. E, dulcis in fundo, viene fatto il paragone con la Seconda guerra mondiale. Ecco la sentenza: Le organizzazioni umanitarie, per come agiscono nella prassi, nello scegliere se aiutare i nazisti o i loro prigionieri non avrebbero dubbi: porterebbero gli aiuti ai nazisti.
Bene, non ho mai fatto volontariato internazionale in queste organizzazioni, ma per lavoro posso dire di conoscerle molto bene. Innanzitutto queste società non sono governative. Cosa vuol dire? Vuol dire che, in quanto originate dalla società civile, queste organizzazioni costituiscono il canale privilegiato delle istanze dei cittadini e puntano molto sulla sensibilizzazione verso i problemi del Sud del mondo, attraverso un movimento mondiale di critica e opposizione al sistema occidentale, perseguendo il raggiungimento di pari opportunità per tutti i popoli e la tutela dei diritti umani. Alla base delle ONG, dunque, vi è una «coscienza solidaristica» della società che si differenzia dalle dinamiche dell'aiuto governativo e propone una cooperazione slegata dalle priorità e dagli interessi politico-economici dei governi.Quindi se non altro cercano di sviarsi dai giochi di potere. Poi io posso capire il discorso che viene fatto sui testimonial che vengono pagati per accaparrarsi gli aiuti ed in generale per vincere i bandi di finanziamento mesi a disposizione dall'UE. Ma non dimentichiamo che viviamo in una società capitalistica. Con tutti i suoi tantissimi difetti cui ha portato il liberismo sfrenato degli ultimi anni. Quindi per vincere dei bandi di concorso in una presunta concorrenza perfetta tra le ONG vince quella che ha maggiore visibilità. Con tutti i mezzi a disposizione. Ovviamente più sono le risorse finanziarie più si ha garanzia che il progetto vada in porto. Garanzia per l'ente finanziatore chiaramente. E infine vorrei solo dire che la sensibilizzazione occidentale verso la cooperazione internazionale non dovrebbe mai venire meno, mentre il nostro belPaese quest'anno tocca il fanalino dell'UE destinando solo lo 0,12% del PIL a queste attività. Meno di niente. Forse ora, grazie a questi millantatori che dipingono solo certi episodi generalizzandoli a tutte le ONG in cui invece con pochissimi euri si tira avanti proprio perchè si è mossi da spirito cooperativo, diranno che è una fortuna che sono stati destinati così pochi soldi. Tanto ci avrebbero comunque "mangiato sopra". Tanto poi son tutte di sinistra queste ONG.