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L'uomo nero

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On mercoledì 13 ottobre 2010 at 20:57

Ovvero di quando il sito gazzetta.it si ricorda di essere una succursale di Studio Aperto. Della serie sbatti il mostro in prima pagina. Che poi che cazzo c'entra con lo sport me lo devono dire. E' semmai il brutto effetto collaterale di una partita mai iniziata. Questo delinquente è stato arrestato ed è un fatto di cronaca, legato alla giustizia italiana. Posso capire se lo trovo nella home di un quotidiano di attualità (anche in tal caso piazzarvi il video non lo troverei di buon senso). Ma che me lo spiaccichino per tutto il giorno lì nella home a caratteri cubitali, come nemmeno per l'Italia campione del mondo proprio no. Tanto è tutta una questione di iperattivismo politico che non è stato opportunamente arginato dall'organizzazione messa in piedi dal nostro Ministero dell'Interno. La vera partita se la giocheranno le diplomazie di Italia e Serbia. Mica i calciatori..

Orgoglio e pregiudizio

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On venerdì 8 ottobre 2010 at 21:49

Ecco appunto. Non è che significhi essere lebbrosi o sieropositivi. L'omertà che vige nei confronti dell'omosessualità è ancora oggi inspiegabile. Paura di essere diversi e, pur di essere accettati, mentire a sè stessi. Questa sembra la ricetta. Ci voleva Tiziano Ferro a scuotere le coscienze? Prandelli, Prandelli.. Te pensi di essere predittivo, ma è roba nota a molti. E non dovrebbe fare così notizia se i giocatori facessero outing. Se Sheva lo avesse fatto a suo tempo, forse, non avrebbe finito per rovinarsi come ha fatto da quando se ne è andato al Chelsea. Certo, è anche vero che avendolo saputo Costacurta, uno che mandò via dal Milan per lo stesso motivo un giovanissimo Vieira, non avrebbe potuto starsene tranquillo a Milano..

Laughin' doping

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On venerdì 1 ottobre 2010 at 20:43

Quando leggo delle scuse che un atleta adduce per giustificare la positività ad un controllo antidoping, nell'80% delle volte c'è da sbellicarsi dalle risate. Ma mica per finta.
La storia ce lo insegna:
- Gibo Simoni: dopo un test che lo inchioda come positivo alla cocaina il ciclista tira in ballo la madre, che gli avrebbe spedito caramelle dal Perù avvolte in foglie di coca. Poco dopo ripiomba nella positività alla polverina magica e questa volta si giustifica chiamando in causa il suo dentista, reo si avergli fatto una bella anestesia con gli estratti della coca;
- Lance Armstrong: gli viene trovato del corticoide nel sangue. Lui si giustifica collegandolo all'uso di una pomata che si sarebbe spalmato sul fondoschiena;
- Marco Borriello: positivo al cortisone nel 2006. Dice che la colpa è di un rapporto non protetto con Belen Rodriguez, la quale avrebbe usato una pomata vaginale cortisonica;
- Adrian Mutu: quando è al Chelsea nel 2004 cerca di spiegare il consumo di cocaina dicendo che in questo modo avrebbe migliorato le sue prestazioni sessuali;
- Tyler Hamilton: dopo aver vinto le Olimpiadi di Atene 2004, dice che le cellule di sangue trovate nel suo corpo sono da ricondurre al fratello gemello morto prima della nascita;
- Linford Christie: lo sprinter inglese giustifica i valori di nandrolone con il consumo sfrenato di avocado, ma viene smentito dalla scienza alimentare, secondo i cui canoni dovrebbe consumarne circa una tonnellata.
E infine roba di ieri, Alberto Contador, nel cui sangue sarebbero state trovate traccie di clenbuterolo. Chi non penserebbe che la causa si possa individuare in un filetto di carne avariata? Mah. Siamo e restiamo garantisti. Soprattutto nel rispetto di chi è stato accusato ingiustamente di essere un dopato quando MAI è stato trovato positivo ad un controllo antidoping. Il livello di ematocrito è ben altra roba e non sempre le due cose sono legate..

Missing EA

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On lunedì 6 settembre 2010 at 17:08

Ve lo immaginate Bolt che fa i 100 metri per rincorrere un lancio di Liverani? No, per dire. Io me lo immagino stile Ajax dei bei tempi. Quando c'era George Finidi (grande stella anche della nazionale nigeriana) che dominava le ali. Come i fluidificanti vecchio stile. Come quel Babangida, compagno proprio di Finidi, che sceglievo sempre nelle prime edizioni di Pes per Playstation. Perchè correva come un ghepardo con le natiche ricoperte di tabasco. Quello era infatti uno dei pochi modi per vincere di sicuro i match. Comprare gente che correva più degli altri, anche se fondamentalmente scarsa. Bei tempi poi quelli in cui Ronaldo era chiamato N9 in Fifa 98 perchè anche l'immensa Ea Sports non poteva permettersi di pagare i diritti per diffondere il suo nome. Bei tempi sì. Ora invece se voglio creare Gattuso che corre come Bolt basta una piccola modifica. Che tristezza..

La diretta che non avRAI

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On domenica 5 settembre 2010 at 11:24

Quei due fenomeni hanno stregato mamma Rai. Essì, perchè sullo scambio Pepe-Quagliarella chi di noi non si sarebbe sentito autorizzato a mandare in onda uno spot pubblicitario? Anche perchè la noia trasmessa dalle verdi praterie di Tallinn fino a quel momento poteva indurre sonnolenza anche ai giornalisti sul posto.
Sicuramente l'ha indotta ad Aldo Grasso, che è stato meno pungente e incendiario del solito nei suoi articoli.
Poi se Pirlo è bravo a trovare libero Cassano in mezzo all'aria, e Fantantonio è bravo a liberarsi delle marcature mica è colpa della troupe Rai. E' soprattutto colpa di Pirlo, che li ha fregati. Se uno sta giocando male una partita ed improvvisamente tira un calcio piazzato che te la risolve capite bene che è imprevedibile. Certo Pirlo è un campione e da lui te lo puoi aspettare. Ma provate a mettervi nei panni di Dossena al quale avevano appena comunicato l'ingaggio per la panchina della squadra campione d'Etiopia (il Saint George). Ogni minuto di reclame è buono per rispondere ai messaggi che ti arrivano sul cellulare. Quindi la Rai per me è giustificata.

La gazzetta ladra

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: | Posted On lunedì 23 agosto 2010 at 08:28

Sostengo da tempo che la Gazzetta dello sport sia diventata un giornale fottutamente interista. Ma del tipo che non lo si può proprio prendere in mano. Circa 3 anni fa hanno deciso di farlo diventare un tabloid. Nel formato ridotto e nel contenuto. Nel senso che ci trovi ormai il titolone a nove colonne legato al gossip (ecclatante quello relativo a Vale Rossi e la Canalis nudi in spiaggia..), le news dal mondo degne di maggiore nota (bah, chi lo stabilisce poi..) e poi una particolarità del tutto nostrana, che poi è la cosa che più mi fa più specie per un quotidiano. Ossia il fatto di evidenziare in giallo le frasi più significative degli articoli. Come se fosse un libro di storia, sì.
Rifacendomi alla prima riga di questo pezzo però, la mia indignazione verso questo quotidiano ha trovato il suo apice sabato. Mentre seguivo gli aggiornamenti live della finale di supercoppa Inter-Roma sul sito gazzetta.it è successo che hanno gufato il goal di Pandev. Leggasi 37' e poi 41'. Più tirata di questa..

Ibra è già del Milan

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On domenica 22 agosto 2010 at 13:13

Sarà il sogno di una notte di mezza estate. Boh. Sarà l'eccessivo caldo di questa seconda parte torrida di agosto. Sarà che sono convinto che alla fine Ibra quest'anno sarà girato in prestito al Milan. Per diversi motivi. Innanzitutto tutte e tre le parti in questione vogliono che si concluda in questo modo la vicenda. Ibra guadagna circa 11 milioni netti all'anno, di cui il Milan gliene pagherebbe circa la metà. La sua dipartita per il Barcellona comporterebbe in primis un risparmio sul monte ingaggi e in secundis molte meno rogne nello spogliatoio, dove lo svedese è ormai messo all'angolo dall'arrivo di Villa. Guardiola non lo vede proprio nel gioco blaugrana e cicciobello Raiola farà gioco forza per fare arrivare ai ferri corti Ibra e la dirigenza blaugrana nell'ultima settimana di mercato. Dall'altra parte, il Milan (Allegri in primis) non vede l'ora di poterlo schierare accanto a Pato in un tridente con Dinho che, a regime, farebbe invidia a qualsiasi squadra sulla faccia della terra. Poi ovviamente le squadre s'hanno da provà sul campo e le alchimie del calciomercato spesso vengono rivoluzionate dai verdetti impietosi del pallone (vedi lo stesso Ibra lo scorso anno al Barca). La terza parte coinvolge proprio Ibra, che tornerebbe volentieri a Milano per provare a fare uno sgarro ai suoi ex compagni dell'altra sponda (cosa che già tentò Ronaldo 3 anni fa con esito decisamente negativo..). Tutto ciò garberebbe pure a cicciobello Raiola, che potrebbe tornare a frequentare assiduamente l'Hollywood e gli altri locali della movida milanese. E poi l'ultimo aspetto. Da non sottovalutare. Con ogni probabilità a fine anno, o al massimo in primavera, si tornerà alle urne. Voi direte: che cazzo c'entra? Ebbene, è stato stimato che alle scorse europee la cessione di Kakà abbia fatto perdere a Berlusconi circa un 3% di voti. I classici elettori che se ne strafottono della politica e giudicano l'appiglio del presidente-premier solo in base alla campagna acquisti. Ecco, in un periodo di magra di consensi per il Pdl a causa della fuoriuscita dei dissidenti finiani dal partito, l'idea di arrabattarsi un pò di voti con un colpo di mercato ad effetto è sicuramente balenata nella mente torbida di Berlusconi, che da amante della scena e dell'effetto teatrale quale è, annuncerà Ibra il 31 agosto. Allo scadere delle danze.

ps1: stasera Berlusconi al trofeo dedicato al padre dirà che Ibra è impossibile o quasi che arrivi a Milano per via del suo stipendio faraonico. Il 31 agosto dirà invece che si è voluto dimezzare lo stipendio per giocare nel Milan.
ps2: è un azzardo scrivere un articolo così sfacciato a 10 giorni dalla fine del calciomercato. Se non va in porto l'operazione prometto che non scriverò più di calcio su queste pagine.

Fango e fanghiglia

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On domenica 30 maggio 2010 at 19:34

Memorie di un Giro d'Italia combattuto. Combattutissimo. Impressi nella memoria di questo sport rimarranno immagini splendide che consegnano quest'edizione nella top 3 delle più incerte e combattute degli ultimi 10-15 anni. Penso all'arrivo in mezzo al fango della tappa epica di Montalcino, alle cadute in terra olandese, alla gigantesca fuga bidone de L'Aquila che stava rischiando di mandare a disinibite signore le tattiche dei favoriti alla vittoria finale, agli screzi tra Righi ed Evans, alla vittoria del giovanissimo Belletti nella sua terra natìa e dell' idolo Pantani. Ma soprattutto grande merito a Ivan Basso. Che ha avuto i mezzi per andare più forte degli altri e l'abilità di risvegliare gli animi intorpiditi di alcuni tifosi troppo abituati a soffrire e mai a riscuotere emozioni da questo sport. Grande la sua impresa sullo Zoncolan. A me personalmente non è mai piaciuto, non mi ha mai trasmesso emozioni nemmeno quando sbaragliava gli avversari come al Giro di 4 anni fa dove irriverì Simoni. Ora che è tornato ad altissimi livelli è lecito aspettarsi da lui un grande Tour, anche se con i fratelli Schleck e con Contador sarà molto più dura. Ma nemmeno nel '98 con il piccoletto con le orecchie a sventola di Cesenatico nessuno riteneva fosse possibile l'accoppiata Giro-Tour nello stesso anno (sia chiaro che paragonare le emozioni che trasmetteva Basso a quelle trasmesse da Pantani è come mettere sullo stesso piano spinello e sigaretta: il primo dà emozioni e ti fa vivere come in un mondo parallelo, il secondo ti può aiutare a vivere meglio ma sempre in un piano terreno). Simoni invece appende la bici al chiodo. E' sempre stato un combattente, duro a mollare e spietato se in forma sulle salite più ostiche. Certo, non ha mai digerito i compagni di squadra che si ritagliavano un loro spazio alle sue spalle (vedi Cunego prima e Riccò poi). Non ha mai avuto grossi problemi di doping. O meglio, 2 volte positivo nello stesso anno alla cocaina, si giustificò nel primo caso dicendo che era colpa di una scellerata azione anestetizzante di un dentista e nel secondo caso con l'assunzione di una caramella importata dalla zia di ritorno da un viaggio in Colombia. Risultato: zero giorni di squalifica. Detto ciò il bilancio è sicuramente positivo e almeno oggi lasciateci dire che il Giro ha ridato lustro ad un movimento sportivo come quello italiano sempre più in crisi. In attesa di non essere smentiti da Lippi.

Nubi a San Siro

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On lunedì 17 maggio 2010 at 21:11

Berlusconi pare abbia sempre l'interim su Ministero dello Sviluppo Economico. L'interim però pare sempre più ingombrante, soprattutto ora che si è aggiudicato il suo 18esimo scudetto. Silvio si è molto arrabbiato, ultimamente si sente molto la pressione addosso ed è quasi stressato. Si ammala, flirta con l'UDC, fa il forcaiolo minacciando di fare piazza pulita con gli altri membri del suo partito che hanno fatto le veci di Scajola ultimamente. Tutte robe che da sano non si sognerebbe lontanamente di fare. Una possibile spiegazione è dovuta al fatto che sta cercando ufficialmente una nuova donna. A cui però ha già anticipato che ridurrà lo stipendio mensile di almeno il 5% sull'onda della proposta di taglio del ministro Calderoli. A proposito di scajolismi, Mourinho dice che in Italia non si sente a casa, nonostante ieri abbia vinto il suo secondo scudetto di fila in terra nostrana. Pare infatti che anche lui dimori in una casa che gli ha comprato Anemone a sua insaputa.

Conto salato

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: | Posted On mercoledì 12 maggio 2010 at 22:09

Riporto integralmente un articolo dell'ottimo Olivari su Indiscreto. Che schiaffa in prima pagina la fragilità su cui si regge il sistema di solvibilità finanziaria della stragrande maggioranza dei club italiani. L'asimmetria dei contratti televisivi oligarchici e la palese tracotanza di alcuni manager della Lega.
Dopo una trentina di anni di pensiero unico gli economisti da mille master hanno capito che includere cani e porci (non a caso PIGS è l'acronimo con cui i banchieri definiscono le finanze pubbliche di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna) nell'area Euro è stato un tragico errore. Pagato a livello micro con la quattro stagioni (forse la pizza più triste che esista, con quella sua ridondanza che vorrebbe coprire un vuoto esistenziale e l'incapacità di scegliere) che da 7mila lire è passata a 7 euro, ma anche come stiamo vedendo a livello macro. Basta invece la casalinga di Voghera per intuire che un'azienda che dipende direttamente dai propri clienti per solo il 15% dei ricavi (paganti e abbonati hanno questo peso) è destinata al fallimento o quantomeno a subire ricatti continui. La riunione di Lega di poco fa, stando al racconto di un peone preoccupato, ha fatto emergere che il grande calcio italiano non ha alcuna strategia alternativa nel caso il ricorso di Conto Tivù riesca ad arrivare fino in fondo. I 571 milioni di euro annui delle varie Sky e Mediaset per le prossime due stagioni sarebbero così bloccati, portando direttamente alla rovina la quasi totalità delle squadre (in serie B solo in 4 pagano gli stipendi regolarmente). Insomma, si spera che il Tribunale di Milano blocchi l'ex Superpippa Channel (dove per pippa si intende esattamente quello a cui state pensando) non tanto sulla base della legge, visto che in realtà il bando di concorso della Lega sembra davvero scritto goffamente su misura di Sky, Mediaset e Dahlia, quanto su quella dell'opportunità. La vera domanda che l'amico peone (peone con i soldi, però) si faceva è però la seguente: per chi sta lavorando Conto Tivù? In Lega si sono azzardate ipotesi solo in privato, magari qualcuna la leggerete domani sui giornali. Le due che risultano a noi sono le seguenti: a) l'emittente toscana non ce l'ha tanto con il bando in generale, quanto con la vendita in blocco dei diritti satellitari (quindi con Sky). E chi è il nemico mortale di Sky, nel raggiungere il target che conta?; b) Conto Tv lavora per se stessa, vorrebbe diventare il punto di riferimento pay della Coppa Italia oltre che del calcio sotto la serie A e lo fa minacciando la serie A mirando al cuore. L'esperto di televisione Galliani intanto sul tema taceva, aprendo la bocca solo per ricordare che anche Allegri fa parte della famiglia Milan. Ma allora anche Cruijff, che giocò un tempo in maglia rossonera nel Mundialito 1981. Ripreso da una tivù che all'epoca veniva presa sul serio più o meno come Conto Tv oggi...

Filtrofiore Severgnini

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On sabato 8 maggio 2010 at 12:37

Mamma, da grande non vorrò mai essere come lui. Deve essere la frase che un bambino con aspirazioni di futuro giornalista pronuncia non appena legge uno dei suoi articoli. Articoli poi è una parola grossa. Diciamo "uscite", che il Corsera pubblica. I cinque dialoghi semiseri tra Ibra e Piquet, peraltro molto ben commentati dal Disma e dal Valli, rivelano una perversa passione nel rovistare nel torbido mondo del buonsenso, dell'ovvio e della banalità. Magari cercando di trarne qualche utile indicazione o massima di vita. Ma che torbido poi? Se certi giornali scandalistici piazzano la foto di due che si danno la mano è uno scandalo perchè sono due calciatori (ma questa non è propriamente una colpa di Severgnini..)? Solo uno della sua statura morale poteva cimentarsi in questi possibili dialoghi:
1- Dai Zlatan, vedrai che prima o poi l'Inter ti riprende.
2- Ci siamo pentiti di essere calciatori?
3- Non fare così. Lo so che contro l'Inter volevi segnare tu.
4- Orologio nuovo?
5- Messi? Piccolo e antipatico.
Nemmeno Pierluigi Diaco avrebbe osato tanto. Ci si addormenta prima di arrivare al terzo dialogo.

Incroci pericolosi

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On martedì 4 maggio 2010 at 22:45

Una volta c'erano le dimissioni di Lotito e si parlava di Bertolaso come un eroe. Ora il chiasmo si può completare.
La seguente potrebbe essere tranquillamente tratta dalla serie: Il ritorno dei comunisti viventi. Dopo Diliberto che allontana Scajola definitivamente dalla vita politica, arriva Ferrero che vorrebbe per osmosi un simile comportamento per Bertolaso.
In Cdm invece Ignazio ci ricorda di una grande eroica del nostro calcio. La squadra dell'aquilotto. Che domenica sera contro l'Inter ha dato sfoggio di grande doti belliche. Quelle del pacifismo e della resa incondizionata. Che bravi. E che bravi i romanisti che danno colpa all'Inter che si dovrebbe vergognare di vincere così. Dovrebbero piuttosto vergognarsi le due tifoserie di Roma per come hanno ridotto ogni scontro che le coinvolga anche indirettamente. Preferire una sconfitta alla vittoria dei nemici. Meglio perdere la dignità che rinunciare a rosicà..

Sulla via del Mago Otelma

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On martedì 27 aprile 2010 at 20:54

Non sono un gufo per definizione. Milanista doc, ok, ma questo non mi evita di dire in maniera assolutamente disinteressata come la penso sulle questioni calcistiche.
Ecco, domani è il giorno del super-match Inter-Barcellona. Ricordo con dispiacere la rimonta nei due ultimi minuti finali dell'Inter a Kiev contro la Dinamo dello scorso novembre. in quell'occasione dissi che l'Inter sarebbe arrivata in finale di Champions. Dentro di me speravo che sarebbe rimasta una solata in perfetto stile Cappellaio, ma il corso storico mi sta dando ragione. Ahimè. E mi sta dando ragione questo Barcellona, che dalle ultime dichiarazioni di Messi e Guardiola mi ricorda molto la spocchia e la superficialità dell'Ajax di Van Gaal nei giorni antecedenti la maledetta finale di Roma persa contro la Juventus nel 1996.
Squadra immensa il Barcellona. Ma ormai per loro questa partita sta diventando una frustrazione. Vincere per forza, perchè sono abituati a farlo, perchè basta che giochino come sanno per battere l'Inter con più di 2 goal di scarto, perchè loro venderanno cara la pelle, etc. Sì, ci mancava solo il marketing dietro la maglietta della pulce Messi. La pulce. Che domani alle 23 sarà costretta a chiamarsi fuori dai giochi per la finale che forse in troppi al Barca avevano preso sotto-gamba. E perchè, per colpa loro, a noi milanisti ci toccherà di gufare contro Bayern o Lione nella finalissima di Madrid. E per merito dell'Inter sia chiaro. Che, vada come vada, ha dimostrato di essere una corazzata mostruosa anche in Europa.

p.s. Ripeto che non è una gufata. Piuttosto metto per iscritto un pronostico che prima avevo diffuso solo a voce e che per ora ha avuto il riscontro del campo. Adesso che ha di fronte la sfida più difficile, accetto la sfida dei contestatori. Potenziali.

Minima immoralia?

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On venerdì 9 aprile 2010 at 21:44

Questa storia del Calciopoli-bis nata dalle intercettazioni che i legali di Luciano Moggi avrebbero portato all'attenzione dell'opinione pubblica mi fa impazzire. Impazzire perchè è se non altro curiosa. Curiose sono tutte le critiche che le varie mozioni, filo-interiste, filo-milaniste e filo-juventine rivolgono all'accusa, rappresentata solitamente dal tale procuratore Palazzi di turno.
Ora non voglio entrare nel merito delle intercettazioni. Dico solo che personalmente, pur essendo un tifoso rossonero, avrei ben visto di buon occhio per il bene del calcio italiano la prima sentenza del processo di calciopoli (pre-ricorso al tar) in cui la Juventus era destinata a ripartire dalla C mentre Lazio e Milan dalla B con ulteriori penalizzazioni di punti in classifica. Sarebbe stata una punizione epocale, senza se e senza ma.
A distanza di 4 anni emergono queste nuove intercettazioni sull'asse Bergamo-Moratti-Facchetti, che quindi chiamano in gioco anche l'Inter, ed altre riguardanti il Milan col solito faccendiere Meani. Pur trovando di pessimo gusto coinvolgere in questo processo (per ora) solo "alle intenzioni" il povero Facchetti, ad ogni modo la cosa più curiosa di tutto ciò è la tempistica.
Sembra infatti che lo scandalo nel 2006 abbia portato così bene alla nazionale di calcio italiana impegnata nei Mondiali che la sola idea di riproporre quest'anno una situazione simile che metta in mezzo stavolta la squadra storicamente (fino a qualche anno fa) per eccellenza vittima di torti arbitrali e sfortunate coincidenze (l'Inter) nella storia del calcio stuzzica il sadico istinto dei bookmaker. Che venderebbero l'anima per giocare al ribasso le quotazioni dell'Italia per Sudafrica 2010 una volta sancite le eventuali condanne per il Calciopoli-bis. Ma quest'anno non accadrà nessuna delle due coincidenze. Perchè non ci saranno le basi per condannare l'Inter e non ci sarà più la dea bendata a celare l'incompetenza da ct di Marcello Lippi.

Beata ignoranza

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On martedì 9 marzo 2010 at 21:31

Parola del General Manager della nazionale di calcio padana. In effetti faceva un pò specie la presa di posizione del quotidiano La Padania che ha scatenato una campagna pro Balotelli ai Mondiali di calcio in Sudafrica. Presa di posizione non condivisa ad esempio dal sindaco di Verona Tosi, che non tardò nell'etichettare come un viziato esaltato il giovane attaccante nerazzurro dopo l'esultanza polemica in Chievo-Inter dello scorso gennaio. Dopo un sacco di adesioni al partito pro-Balotelli raccolte dai vari quotidiani, ora si registra l'attacco de la Trota, aka Renzo Bossi. Colui il quale rischiava di finire nel listino di Formigoni e che allo stato attuale risulta iscritto nel collegio di Brescia per la Lega alle prossime regionali.
Ma la summa delle dichiarazioni de la Trota riguarda la sua eccentrica visione dello stato indipendente Padania.
Stiamo discutendo del nulla. Non prendo neanche in considerazione l'esistenza della Nazionale di calcio italiana. Non la seguo, non so in che competizioni sia impegnata e non so nemmeno chi sia questo Balotelli. Per me esiste solo una Nazionale, ed è quella della Padania
Il "problema" è che se chiedi a Balotelli chi è Renzo Bossi, sicuramente ti risponderebbe che è uno che è riuscito a farsi bocciare più volte di lui a scuola...
p.s. All'inizio a Renzo Bossi avevan posto la domanda in questi termini: "Quale sarà il futuro di Balotelli?". Lui pare avesse risposto:"Io balotellerò, tu balotellerai, etc.". Di fatto ha attestato di non conoscere SuperMario.

Yes diaz can

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On giovedì 4 marzo 2010 at 10:37

La recente decisione presa dal giudice sportivo in seguito ai fatti calcistici di domenica scorsa merita una riflessione. L'allenatore del Chievo Di Carlo e l'attaccante del Parma Lanzafame sono stati entrambi squalificati per un turno per aver bestemmiato in campo. Ora, nessuno credo si metta a discuttere sulla blasfemia delle parole pronunciate. Ci mancherebbe altro. Ma bisogna porre un limite. Le bestemmie fino a prova contraria non sono perseguibili penalmente e erigere ad una pura questione di buoncostume e di educazione queste decisioni "esemplari" non risolve il problema. Bisogna cercare di capire i calciatori nel momento di massimo sforzo e tensione sul campo. Lasciamo stare che sono strapagati e tutte ste robe qua, ma sono pure loro esseri umani. E se scappa una volta una bestemmia non è giusto punirli con la squalifica. Allora perchè, mi chiedo, salvare l'altro giocatore del Chievo Marcolini che se ne è uscito dal campo imprecando un porco diaz? E' ovvio che quando dici una esclamazione simile dici diaz per non dire dio, ma ti rivolgi metaforicamente sempre a lui. Allora si premia la furbizia di chi riesce a "salvarsi in corner" cambiando la desinenza all'ultimo secondo. E poi mi chiedo, ma le bestemmie pronunciate in altra lingua come le riconosce un arbitro? Ha un manuale che si deve studiare con tutte le imprecazioni in francese, spagnolo, serbo, tedesco, etc.?
Dico questo perchè se non si pone un limite a queste decisioni così coatte, si finisce col prendere di mira i tifsi alla prossima bestemmia filmata da una telecamera e magari prevedere il Daspo solo per questo...

Fenomeno da baraccone

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On mercoledì 3 febbraio 2010 at 13:16

A me quest'uomo fa sempre più pena. Per fortuna da anni non seguo i vari Guida al Campionato o Controcampo in cui la sua persona compariva con una cadenza fissa ogni settimana. Ma quest'uomo non si capisce come possa salottare ancora oggi in un programma che, almeno in teoria, nasce per discutere di calcio. Quest'uomo nasce giornalista di pugilato, è prima firma della Gazzetta dello Sport, si presta al calcio e raggiunge la sua fama con le interviste che pubblica. Tra cui quella a Zico (appena acquistato ai tempi dall'Udinese) in merito alla quale lo stesso asso brasiliano in una trasmissione locale alla quale entrambi partecipavano disse: “Ho letto la mia intervista sulla Gazzetta e le faccio i complimenti. Peccato che io non l’ho mai rilasciata e la vedo di persona in questa trasmissione per la prima volta nella mia vita”. Come poi il filibustiere Mosca abbia continuato a solcare i terreni dei salotti nazionali e regionali (ha fatto passare tutte le tv private lombarde) non si capisce, ma gli va dato atto di aver cambiato il suo personaggio. Da giornalista, o pseudo tale, è diventato cabarettista, con delle vampate di egocentrismo che lo hanno portato ai tempi dei fasti del processo di Biscardi nell'imitare cose, persone e situazioni con il suo stile goffamente unico (per fortuna) e popolare. E c'è da dire che alla gente è sempre piaciuto. Per i suoi toni mai moderati e sempre sopra le righe che lo accompagnavano al suo celeberrimo pendolino sui match-clou di giornata.
A me ad esempio ha fatto veramente ridere solo una volta. Ebbene, ero piccolo (credo di aver avuto non più di 15 anni) e Mosca conduceva una trasmissione sull'ente milanese Telenova che prevedeva l'intervento degli ascoltatori da casa. Ad un certo punto interviene uno da casa che fa:"Lei parla di Maradona e dice che si fa, ma lei è stato vista in Piazza Aspromonte a comprare 400mila lire di cocaina." Allora l'impavido Maurizio prende la parola rivolgendosi ad un Luca Serafini giovanissimo e con ancora un sacco di capelli: "Luca qui bisognerà quererarlo!". Si rivolge poi al regista:"E' stato preso il numero di telefono di questo qua vero?". Tutto normale fin qua. Dopo 4 minuti di pubblicità, ecco la bomba di Mosca: "Innanzitutto una notizia. Quel signore che pochi minuti fa ha lanciato un accusa gratuita e grave nei miei confronti è già stato arrestato! Siccome abbiamo i telefoni controllati abbiamo mandato la polizia a casa di questo signore che è stato arrestato. Dovrà rendere conto di quello che ha detto e documentare, ma intanto per adesso è in galera!" Qui il buon Mosca ha raggiunto il suo apice. Per il resto il nulla o solo trash.

Gli insopportabili dello Special One

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On sabato 9 gennaio 2010 at 13:13

Ebbene. E' indubbiamente l'allenatore più odiato d'Italia. Apprezzato da pochi e nemmeno da tutti gli interisti. Un amore mai sbocciato quello tra il Mou ed il Belpaese in generale. Spocchioso, arrogante, egocentrico ma vincente. Certo, per ora ha vinto le stesse roba che già vinse Mancini, il quale però fu cacciato perchè alla Coppa con le orecchie a sventola (alla storia come Champions League) non si avvicinò mai nemmeno di striscio. Più vicino di tutti ci arrivò il bistrattatissimo Cooper nel derby-semifinale perso coi cugini milanisti nel 2003. Ma chi sono in realtà tutti gli esseri, animati e non, italiani e non, che Mou odia?
1- Senz'altro il governo Berlusconi, che non ha inasprito la Bossi-Fini permettendogli in questo modo di liberarsi di Balotelli (su cui io la penso così, tanto per intenderci).
2- Il marchio Martini, perchè ha scelto George Clooney anzichè lui come testimonial per dire nella famosa pubblicità "Bellissimo".
3- L'ex-arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, perchè se c'era ancora lui a Milano il suo processo di beatificazione sarebbe potuto iniziare ben prima della sua morte.
4- Johan Guthemberg, perchè ha permesso ai giornalisti di esistere e di rendergli la vita più difficile.
5- Il Lago di Como, perchè non gli consente di fare il tragitto da casa sua verso Appiano Gentile in elicottero, bensì solo in auto.
6- Federico Moccia, perchè ha traviato Santon.
7- Il metereologo del Centro Epson Meteo Paolo Corazzon che mette sempre nubi sul suo amato Algarve.
8- Lele Oriali, perchè si rifiuta spesso di andare a fargli la spesa alla Coop.
9-- Il suo vice Beppe Baresi, perchè spesso antepone i problemi del fratello Franco (a causa della cui moglie è costretto ad accompagnarlo tutti i venerdì mattina dallo psicologo per sedute intensive) a quelli di Josè.
10- Il Natale, perchè gli ruba troppo la scena.
11- Quaresma (ma solo da quest'anno) perchè non gli ha mandato come tutte le Epifanie la calza ripiena di babà al rhum.
12- Massimo Moratti, perchè gli aveva promesso di trattare con Putin per la deviazione del gasdotto che dalla Siberia avrebbe docuto gettare nell'Algarve per riscaldare la piscina interna di casa Mou.
13- La storia, perchè la dittatura militare che in Portogallo durò dal 1926 al 1974 crollò proprio quando le consultazioni del dittatore per la sua successione si indirizzarono sul nome di Mourinho.
14- Javier Zanetti, perchè non gli ha mai voluto confessare se il subcomandante Marcos abbia o meno i baffi.
15- Antonella Clerici, perchè non l'ha interpellato per farle da spalla per una serata sanremese e nemmeno per condurre il dopofestival (per il quale pare sia stato scelto Nevio Scala).
p.s. solo due via Newsweek.

Cori da stigmatizzare (nel vero senso della parola)

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On domenica 27 dicembre 2009 at 17:27

Eccoli qua. Di nuovo, gli ultras nostrani che guadagnano la prima pagina dei quotidiani per alcune uscite a dir poco deplorevoli. Razziste tanto quanto i cori contro Balotelli. Il tutto rivolto ad una persona che, oltre a non esserci più, tutto si può dire ma che abbia fatto del male a qualcuno. Quindi perchè prendere di mira lui? Solo perchè era foggiano ovviamente. E badate che a dirlo è un senzadio come il sottoscritto. Qui però si perde il sapore della sfida, il gusto dello sfottò c'è e va bene, ma quando sfocia nel razzismo e nelle gravi offese personali penso che trovi tutti d'accordo una sua condanna. A mio parere sono sfottò di ben altro spessore rispetto agli striscioni pro-Tartagia dei tifosi livornesi. Che comunque non offendevano il modo di essere di una persona, ma se mai esprimevano il sentimento di disprezzo verso la stessa. Che fino a prova contraria in una democrazia ci sta. Probabilmente i tifosi veronesi hanno scelto il peggior modo per rispondere allo striscione dei tifosi partenopei al San Paolo nel 1996, di cui l'immagine qui sotto. Però qui si andava se non altro sul romanzo.

Auguri di Buon Natale personalizzati

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , , | Posted On mercoledì 23 dicembre 2009 at 17:10

Ultimo post prima di Natale. Poi almeno 2-3 giorni di pausa. Promesso. Post di auguri, diciamo anomali.
Buon Natale ai pendolari, ossia i veri incazzati di questo momento, che si vedono dilungare enormemente i tempi di trasporto causa maltempo e guasti a linee ferroviarie.
Buon Natale a Mauro Moretti, l'AD di Ferrovie dello Stato, perchè si provi almeno una volta a mettere i panni del pendolare e magari a portare lui di persona panini e coperte agli utenti vittime di disservizi.
Buon Natale anche all'altro Moretti, il Nanni, perchè il suo Habemus papam, non ci sciorini nuovamente la solita morale perbenista Vaticana ma si spinga più in la, a rischio di essere anche pesantemente criticato. Ma in fondo chissenefrega.
Buon Natale alla Lega Nord, perchè tra un bicchiere di vin brulè e una fetta di panettone trovino il tempo per riflettere sulla deriva ultraxenofoba che il partito sta prendendo (e che il Natale non sia White Christmas ma una occasione per tutti, laici e credenti).
Buon Natale a Silvio Berlusconi, al quale regalerei personalmente l'abbonamento ai feed del mio blog, qualora fosse a pagamento, o al massimo la mia tessera universitaria (senza peraltro volere in cambio la tessera che lui ultimamente propone di regalare).
Buon Natale a Massimo Tartaglia, che poraccio manco si immaginava la portata gigantesca del suo sciagurato gesto.
Buon Natale a Piergianni Prosperini, sperando che non si sia troppo abituato a stare "bello paciarotto" a casa sua e magari si moderi un poco provando la vita di stenti(?) in carcere.
Buon Natale ad Antonio Di Pietro e a Fabrizio Cicchitto, visti i toni da forcaioli che hanno usato nelle ultime settimane. Perchè un pò di democratica riflessione faccia ad entrambi smorzare i toni (stessa roba, magari appena appena diversa per i direttori di La Repubblica ed Il Giornale).
Buon Natale a Marco Travaglio, per il quale vale quanto detto appena sopra e al quale ricordo che non fu negli anni '70 il "compromesso storico" a portare all'escalation di violenza e alla lotta armata, bensì fu la lotta armata che si innescò dopo l'attentato di Piazza Fontana del 1969 a portare all'inciucio tra PCI e DC.
Buon Natale a Renato Brunetta, perchè una volta uscito con la capoccia dalla valanga di neve che ha bloccato l'Italia non dia la colpa ai poveri statali se non l'hanno ancora spalata tutta.
Buon Natale alla neonata Sinistra Ecologia e Libertà, perchè al di la dei continui cambiamenti di nome e simboli riesca davvero nella difficilissima sfida di ricostruire un alternativa di governo a sinistra che sia credibile.
Buon Natale alla neonata rivista Gli Altri, perchè dopo le continue lotte notarili per nome e la mancanza di fondi per uscire in edicola come quotidiano trovi finalmente la sua collocazione. Perchè il prodotto la merita.
Buon Natale a Barack Obama, sperando che cominci a dimostrarci che il premio Nobel per la Pace ricevuto se lo sia effettivamente meritato.
Buon Natale a Povia, nel senso che magari l'anno prossimo dal mare di ovvietà che ci regala ogni volta potrà prendere spunto per i suoi pezzi sanremesi dalla festività natalizia.
Buon Natale a Thierry Henry, perchè la mano che ha usato per accompagnare il pallone a dare l'assist decisivo a Gallas nello spareggio mondiale con l'Irlanda la usi per asciugarsi in volto tutta quella vergogna che dovrebbe provare per lo "sprovveduto" gesto di consolazione a fine partita.
Buon Natale a Gareth Thomas per il coraggio dimostrato facendo outing sulla sua omosessualità.
Buon Natale a papa Ratzinger perchè ci pensi bene dal beatificare un papa che non ha mai mosso un dito sulla deportazione degli Ebrei nei campi di concentramento.
Buon Natale infine, ma non da ultimi, a tutti gli operai saliti sul tetto in segno di protesta per la chiusura degli stabilimenti in cui erano occupati o per la richiesta di cassaintegrazione avanzata.
E Buon Natale ovviamente, machevveloddicoaffare, a tutti i miei lettori e non.