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E' bello camminare in una valle Verde?

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On venerdì 24 settembre 2010 at 22:09

Il Sole che ride non funziona più da noi ( a sinistra). Questa pare sia stata la risposta di Angelo Bonelli al ritorno sulla scena della politica cubana del Lider maximo. I nuovi ecologisti saranno trasversali. Non più a sinistra ma con chi è più sensibile alle tematiche ambientali, futuro energetico, etc. Come se si accorgessero solo ora che questi argomenti riguardano tutti e dovrebbero essere dei valori condivisi unilateralmente. Se i Verdi sono sempre stati a sinistra nella scena politica, mio caro Bonelli, è perchè a destra tutti si mostravano disinteressati a questi problemi (da notare il successo di Cohen Bendit in Francia) . Li consideravano assolutamente secondari proprio perchè dovevano essere privilegiate certe lobby energetiche, ad esempio. L'ecologia è sempre stato un patrimonio di tutti. E' la mercificazione politica, come quella che propone Bonelli, che la rende asservita ai trasformismi di un determinato partito che la rovinano. Almeno sia onesto. Chiami il nuovo gruppo dei Verdi il partito dei metereologi, o dei geologi (viste le illustre firme a suo sostegno)..

Laicamente energetico

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , | Posted On sabato 22 maggio 2010 at 13:05

Settimana scorsa ho firmato, tra le altre cose, per il referendum sul nucleare promosso dall'IdV. Per dire No alla scelta del governo di consegnare il nuovo paradigma energetico dell'Italia all'atomo. Le questioni che porto a surrogato della mia scelta sono semplici e non per cosiddetto "partito preso". In altre parole la mia riflessione non vuole essere un riflesso incondizionato dovuto all'appartenenza ad una certa area politica piuttosto che un'altra; la questione è infatti molto più ampia. Basti pensare che anche all'interno delle stesse fasce più ambientaliste ci sono posizioni diverse su alcune fonti rinnovabili come l'eolico ed il solare. C'è chi all'interno di essi dice che il solare andrebbe installato ma non nelle campagne, che l'eolico non andrebbe impiantato in siti dove potrebbero deturpare il paesaggio e così via.
Il modo giusto per approcciarsi alla vicenda è vedere in maniera laica, senza paraocchi, l'analisi costi benefici che ci sta alle spalle. I benefici riguarderebbero indubbiamente una diminuzione delle emissioni di gas serra e una minore dipendenza dai combustibili fossili. I costi sarebbero abbastanza noti, molto elevati. Il punto è che certe cifre non garantiscono una certa sostenibilità economica (una centrale ha un investimento iniziale che si ammortizza in quasi 40 anni, come insegnano i maestri svizzeri e le fonti di uranio sul pianeta hanno una vita utile di un secolo al massimo) e possono nascondere gravi amnesie per la sicurezza ecologica. Mi sembra molto minimo il rischio che eventualmente per l'Italia il nucleare civile si trasformi in possibilità di conversione in nucleare militare. Non ci voglio nemmeno pensare.
Ulteriore problema. Di natura strategica. Il ritorno del nucleare in Italia nasconde una forte dipendenza tecnologica dalla Francia, da cui abbiamo acquistato la tecnologia Eprz, il cosiddetto nucleare di terza generazione avanzata. Proprio noi che abbiamo avuto i maggiori cervelli per la costruzione di centrali basate sull'atomo, ora ci rimettiamo nelle mani dei partner francesi. Ulteriore smacco per i nucleofili italiani dopo il risultato del referendum del 1987.
Non dimentichiamoci inoltre che in ogni caso anche l'Italia deve aderire agli standard imposti dal protocollo di Kyoto entro il 2020. E sicuramente non vi riuscirebbe ricorrendo al nucleare (che entrerebbe a regime solo dal 2030). Forse investendo nel breve su qualche fonte più certa e pulita? Idrogeno? Eolico? Biomasse? Solare? Per non saper nè leggere nè scrivere io punterei su queste fonti che pur avendo ancora basse efficienze energetiche garantiscono zero emissioni e una certa indipendenza da fonti fossili. Controindicazione: i costi. In senso assoluto. Ma non se consideriamo il raffronto con l'atomo, i cui costi fissi di "iniziazione" sarebbero elevatissimi.
Facendo la summa di tutte queste argomentazioni ribadisco il mio "No" convinto al nucleare di terza generazione. Esatto, è un "No" relativo. Perchè se si investisse sul nucleare di quarta generazione (che si dice possa essere pronto nel giro di 25 anni) sarei fortemente
avallante. Ossia un tipo di fonte energetica che consentirebbe l'eliminazione dei sottoprodotti di reazione in favore della creazione di nuovi combustibili dalla stessa. Per cercare di rendere autosostenibile il processo e quindi di byepassare il problema dell'uranio in quanto risorsa scarsa. E per produrre in tal modo scorie radioattive in piccole quantità che diminuirebbero i tempi di vita da alcune migliaia d'anni a solo un centinaio.
Ogni tanto il cappello da persona seria va messo. Anche dal Cappellaio. Su certi discorsi si costruisce il nostro futuro.

Il Freccia Rossa Caracas-Mosca

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , | Posted On sabato 3 aprile 2010 at 11:08

C'è la possibilità che il Venezuela giochi le sue carte nella corsa allo spazio. Sfruttando la gigantesca esperienza dei nuovi (ma la visione del mondo è molto simile) amici da Mosca. Sia chiaro, al di là delle decisioni di politica interna per le quali Chavez ha effettivamente dimostrato passione e affinità col popolo dei contadini e lavoratori della sua terra (ma anche uno sfruttamento sconsiderato del suo potere per serrare le opposizioni), la vicinanza ideologica in politica estera con Putin è provata. Anzi direi affinità strategica. Oligarchizzare le riserve di petrolio-gas naturale. Costituire un asse privilegiato nella corsa al mais come combustibile, di cui in Venezuela esistono produzioni di grande portata. Fare un task force spaziale per sfruttarne le enormi potenzialità a livello satellitare. E magari ingaggiare un uomo nuovo che lavori da coordinatore dei servizi segreti dei due stati. Esso potrebbe essere Bobo Vieri, che dopo aver richiesto la revoca degli scudetti all'Inter (squadra invisa a Putin) potrebbe lavorare per far annullare la riforma sanitaria voluta ad Obama (inviso ad entrambi i capi di stato) approvata dal Parlamento Americano. Staremo avvedè.

Implosioni regionali

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , | Posted On domenica 14 febbraio 2010 at 13:10

Mi inquieta un pò il poco coraggio che mostrano certi candidati governatori, soprattutto del centro-destra in materia di installazione di centrali nucleari nella loro regione. E' lapalissiano come il governo e tutti i suoi sostenitori investiranno moltissimo nell'uranio nei prossimi anni, sconvolgendo in questo modo l'esito del referendum indetto dopo il disastro in Bielorussia negli anni '80. Se credono veramente in questa risorsa, come dicono a parole, dovrebbero mostrare aperure nei confronti di centrali nucleari eventualmente in quella regione. Invece no. Formigoni dice che la Lombardia è autosufficiente, la Polverini si inventa il federalismo energetico del Lazio, Zaia dice sì al nucleare ma mai in Veneto, Palese dice assolutamente no (pur essendo la Puglia una delle candidate maggiori a nuove centrali), Cota è ancora reticente. Come a dire che a livello nazionale facciamole ste centrali, poi a livello decentrato nessuno le vuole. Ben 11 regioni sono ricorse alla Corte Costituzionale per violazione del governo delle loro competenze in materia di gestione energetica. Certo, sono le stesse attualmente governate dal centro-sinistra; ma l'ipocrisia delle dichiarazioni appena riportate mi fa pensare che ci sia una sola via d'uscita. Ri-indire un referendum. Prima che gli investimenti sul nucleare diventino insostenibili.
La logica delle cichiarazioni prudenti o addirittura contro nuove centrali nucleari in periodi pre-elettorali testimonia la paura che ha il governo nei confronti dell'opinione pubblica in materia. Quindi sa che, qualora venisse nuovamente indetto un referendum, la possibilità che si appoggi il piano governativo è assai bassa.

Auguri di Buon Natale personalizzati

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , , | Posted On mercoledì 23 dicembre 2009 at 17:10

Ultimo post prima di Natale. Poi almeno 2-3 giorni di pausa. Promesso. Post di auguri, diciamo anomali.
Buon Natale ai pendolari, ossia i veri incazzati di questo momento, che si vedono dilungare enormemente i tempi di trasporto causa maltempo e guasti a linee ferroviarie.
Buon Natale a Mauro Moretti, l'AD di Ferrovie dello Stato, perchè si provi almeno una volta a mettere i panni del pendolare e magari a portare lui di persona panini e coperte agli utenti vittime di disservizi.
Buon Natale anche all'altro Moretti, il Nanni, perchè il suo Habemus papam, non ci sciorini nuovamente la solita morale perbenista Vaticana ma si spinga più in la, a rischio di essere anche pesantemente criticato. Ma in fondo chissenefrega.
Buon Natale alla Lega Nord, perchè tra un bicchiere di vin brulè e una fetta di panettone trovino il tempo per riflettere sulla deriva ultraxenofoba che il partito sta prendendo (e che il Natale non sia White Christmas ma una occasione per tutti, laici e credenti).
Buon Natale a Silvio Berlusconi, al quale regalerei personalmente l'abbonamento ai feed del mio blog, qualora fosse a pagamento, o al massimo la mia tessera universitaria (senza peraltro volere in cambio la tessera che lui ultimamente propone di regalare).
Buon Natale a Massimo Tartaglia, che poraccio manco si immaginava la portata gigantesca del suo sciagurato gesto.
Buon Natale a Piergianni Prosperini, sperando che non si sia troppo abituato a stare "bello paciarotto" a casa sua e magari si moderi un poco provando la vita di stenti(?) in carcere.
Buon Natale ad Antonio Di Pietro e a Fabrizio Cicchitto, visti i toni da forcaioli che hanno usato nelle ultime settimane. Perchè un pò di democratica riflessione faccia ad entrambi smorzare i toni (stessa roba, magari appena appena diversa per i direttori di La Repubblica ed Il Giornale).
Buon Natale a Marco Travaglio, per il quale vale quanto detto appena sopra e al quale ricordo che non fu negli anni '70 il "compromesso storico" a portare all'escalation di violenza e alla lotta armata, bensì fu la lotta armata che si innescò dopo l'attentato di Piazza Fontana del 1969 a portare all'inciucio tra PCI e DC.
Buon Natale a Renato Brunetta, perchè una volta uscito con la capoccia dalla valanga di neve che ha bloccato l'Italia non dia la colpa ai poveri statali se non l'hanno ancora spalata tutta.
Buon Natale alla neonata Sinistra Ecologia e Libertà, perchè al di la dei continui cambiamenti di nome e simboli riesca davvero nella difficilissima sfida di ricostruire un alternativa di governo a sinistra che sia credibile.
Buon Natale alla neonata rivista Gli Altri, perchè dopo le continue lotte notarili per nome e la mancanza di fondi per uscire in edicola come quotidiano trovi finalmente la sua collocazione. Perchè il prodotto la merita.
Buon Natale a Barack Obama, sperando che cominci a dimostrarci che il premio Nobel per la Pace ricevuto se lo sia effettivamente meritato.
Buon Natale a Povia, nel senso che magari l'anno prossimo dal mare di ovvietà che ci regala ogni volta potrà prendere spunto per i suoi pezzi sanremesi dalla festività natalizia.
Buon Natale a Thierry Henry, perchè la mano che ha usato per accompagnare il pallone a dare l'assist decisivo a Gallas nello spareggio mondiale con l'Irlanda la usi per asciugarsi in volto tutta quella vergogna che dovrebbe provare per lo "sprovveduto" gesto di consolazione a fine partita.
Buon Natale a Gareth Thomas per il coraggio dimostrato facendo outing sulla sua omosessualità.
Buon Natale a papa Ratzinger perchè ci pensi bene dal beatificare un papa che non ha mai mosso un dito sulla deportazione degli Ebrei nei campi di concentramento.
Buon Natale infine, ma non da ultimi, a tutti gli operai saliti sul tetto in segno di protesta per la chiusura degli stabilimenti in cui erano occupati o per la richiesta di cassaintegrazione avanzata.
E Buon Natale ovviamente, machevveloddicoaffare, a tutti i miei lettori e non.

Flopenaghen

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , | Posted On at 08:15

Mi vorrei soffermare sugli esiti dell'acclamatissimo vertice mondiale sul clima che si è concluso la scorsa settimana in quel di Copenaghen. Tendenzialmente due grosse ombre hanno tessuto i fili del vertice. Ossia Obama, nella ricerca di trovare spazio ed affermazione al suo New Green Deal e la Cina, superpotenza in rapida ascesa con il desiderio di scrollarsi di dosso tutte le critiche "storiche" provenienti dalle potenze occidentali.
Il meeting ha rivelato notevolissime difficoltà organizzative. Basti pensare che la gestione di tutti gli incontri, anzichè essere affidata al premier danese come da copione è stata affidata all'inesperto Ministro per l'Energia danese Hedegaard, a causa dell'assunzione del premier della carica di segretario generale della NATO dal 1 settembre 2009. Questo ministro ha dimostrato talmente tanta poca lungimiranza che ha rilasciato un documento di negoziazione, ancora ad inizio meeting, troppo a vantaggio dei paesi industrializzati. Ciò ha comportato indisposizione da parte dei PVS che hanno ottenuto le dimissioni del ministro, che formalmente sono state giustificate da motivi protocollari.
Risultati raggiunti. Dunque, quelli palesemente diffusi e sbandierati sono tendenzialmente due, ossia l'impegno nel contenere entro i 2 gradi l'aumento annuo della temperatura media mondiale e l'impegno a finanziare con 30 miliardi di dollari entro il 2012 i Paesi in via di sviluppo. Ossia la classica montagna che ha partorito il topolino.
Gli altri risultati riguardano invece il quadro geopolitico mondiale. Innanzitutto per la prima volta il vertice non è stato guidato dalle Nazioni Unite tutte, bensì dato in outsourcing ad una strettissima minoranza di potenze quali USA, Cina, India, Brasile e Sudafrica, le quali hanno deciso per tutte (Europa e Giappone sulle altre). Da ciò ne conseguono un netto indebolimento delle Nazioni Unite come organizzazione e un rafforzamento di un futuro G2. C'è qualcuno che vede in tutto ciò un successo del pragmatismo obamiamo. Io lo vedo come un successo delle dichiarazioni di facciata del presidente USA, che tanto sta facendo bene in politica interna quanto sta deludendo in quella estera. Ma piuttosto chiediamoci perchè c'era l'esigenza di umiliare l'Europa tutta da parte di USA e Cina su tutti. Protagonismo climatico? Rafforzamento di un bipolarismo sempre più stretto? Son passati i tempi in cui Reagan scriveva a Craxi per scusarsi dell'incidente diplomatico seguito dalla crisi di Sigonella, tempo in cui ancora l'Europa non accettava supinamente le decisioni d'oltreoceano.

No atomo sì party

Pubblicato da Cappellaio | Etichette: , , , , | Posted On lunedì 30 novembre 2009 at 13:14

Crisi dell'economia mondiale=Crisi energetica mondiale. Le due cose vanno di pari passo. Perchè discutere sulle nuove forme di energia del nostro futuro è assolutamente necessario per evitare una crisi altrimenti senza uscita. Ben consci che le riserve di petrolio e derivati si esauriranno in un centinaio d'anni e le riserve di uranio in 150 anni circa, è ora di voltare pagina (N.B. la precedente affermazione si basa sull'assunzione che il consumo attuale rimanga costante, pur essendo in realtà più facile che aumenti, e che non vengano trovati nuovi giacimenti significativi di queste fonti. A meno di aprire un cantiere nell'oceano per estrarre tali fonti ma i costi sarebbero spropositati per il risultato che si otterrebbe). Detto ciò mi piacerebbe portare l'esempio tedesco. Ebbene, mentre in Italia si privatizza l'acqua, si sottraggono gli incentivi Cip6 per le rinnovabili dirottandoli per le energie "sporche" e si investe su un ritorno al nucleare, in Germania si punta con decisione alle fonti rinnovabili e i fondi ad esse destinati vengono investiti scrupolosamente per lo scopo (in Italia hanno buttato 30 miliardi di euro di incentivi negli ultimi 10 anni sperperandoli in psuedo-costruzioni di pale eoliche che però non venivano sfruttate etc.). I crucchi invece hanno diversi progetti, più o meno ambiziosi. Per esempio entrpo il 2015 vogliono che Monaco di Baviera (1,5 milioni di abitanti) sia la prima città al mondo a funzionare completamente ad energia rinnovabile. E il tutto finanziato da una società, la SWM, che ora controlla 2 centrali nucleari che gli hanno garantito ottimi profitti nel tempo. Ma che han capito che è ora di smantellare in quanto ormai fuori tempo massimo. Chiudere 2 centrali nucleari per riconvertirle in altre forme di energia rinnovabile.
Piccoli esempi. Il tutto perchè la devono smettere di dirci che il nucleare è l'unica via di uscita per l'Italia. Gli investimenti per realizzarla (a detta di esperti svizzeri leader nella produzione da uranio) rientrano dopo 30 anni e le riserve di uranio saranno sempre più scarse. Senza scomodare il problema delle scorie, che resta ovviamente irrisolto. Quando si scoprirà il cosiddetto nucleare di 4° generazione in grado di autogenerarsi ne riparleremo. Per ora il giudizio non può che essere negativo.